Il ministro degli interni messicano Juan Camilo Mouriño, è morto ieri sera nello schianto dell’elicottero sul quale viaggiava insieme ad altre otto persone. Non ci sono sopravvissuti e se ufficialmente si parla di incidente, molti evocano la possibilità di un attentato ad opera dei narcotrafficanti. La morte del numero due del governo di Felipe Calderón ha completamente oscurato l’elezione di Barck Obama. Sull’aereo c’era anche l’ex vice-procuratore generale del Messico, José Luis Santiago Vasconcelos. Il Lear Jet si è schiantato verso le 19, all’incrocio su un viale trafficatissimo e di Città del Messico. Almeno 40 persone che si trovavano a terra sono rimaste ferite a causa di un vasto incendio che si è sviluppato dopo l’impatto. Altre mille persone sono state evacuate.
Mouriño, controverso uomo politico di 37 anni, era alla guida della politica di lotta alla criminalità lanciata dal governo Calderon in stretta collaborazione con Washington contro il crimine organizzato legato al narcotraffico, che ha visto il dispiegamento di 36 mila uomini dell’esercito e della polizia nel paese. Poco prima dell’incidente il pilota dell’elicottero avrebbe avvertito la torre di controllo dell’aeroporto di un’avaria a bordo, prima dell’interruzione di qualsiasi comunicazione. La violenza legata alla criminalità organizzata, in particolare la guerra fra cartelli per il controllo del traffico di droga, ha causato più di quattromila morti in Messico dall’inizio del 2008.






