Nord Kivu. La popolazione civile vittima dalla ripresa degli scontri

I combattimenti tra l’esercito regolare congolese e il Congresso nazionale per la difesa del popolo [Cndp] del generale dissidente Laurent Nkunda continuano. Il colonello Jean-Paul Dietrich, portavoce della Monuc [la missione di mantenimento della pace dell’Onu in Rdc] ha confermato stamattina che «si combatte con armi pesanti e senza interruzione da ore». Denuncia anche abusi da parte dei soldati governativi avvenuti la notte scorsa nella zona di Kanyabayonga. Secondo Radio Okapi, i soldati hanno saccheggiato le abitazioni,
rubando oggetti di valore e violentando le donne, e sarebbero poi fuggiti verso nord dopo aver requisito macchine e moto per portare via il bottino. I tre quarti degli abitanti delle località in questione sono fuggiti, cercando riparo nelle foreste attorno. Intanto, l’organizzazione Human Right Watch [Hrw] lancia un’appello per un impegno maggiore della comunità internazionale nella protezione della popolazione civile che appare sempre più esposta: sarebbero cinquanta quelli uccisi la settimana scorsa a Kiwanja dalle truppe di Nkunda. Hrw chiede un «aumento urgente» della presenza militare internazionale sul campo.

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