Un rapporto di 90 pagine pubblicato da Human rights watch illumina una delle più buie pagine della guerra di frontiera ai confini medirionali del Mediterraneo. Secondo l’associazione per la difesa dei diritti umani, dal giugno 2007 le guardie di frontiera egiziane hanno ucciso almeno 32 profughi africani che cercavano di attraversa il confine del Sinai per entrare in Israele. Da quel confine, secondo le stime di Hrw, sono passate almeno 13 mila persone negli ultimi due anni. Anche Israele, dice il rapporto, viola i diritti dei migranti perché per molti di loro c’è il rimpatrio forzato in Egitto, «un paese in cui non sono al sicuro», scrivono i ricercatori di Human rights watch, anche a causa del razzismo contro gli africani. I profughi, quasi sempre sudanesi o eritrei in fuga dalla dittatura del presidente Issaias Afwerki, in Egitto sono esposti alle violenze e agli abusi della polizia, quando non a un ulteriore rimpatrio nel paese d’origine. In Eritrea è proibito lasciare il paese e chi ci prova e viene ripreso finisce ai lavori forzati in uno dei terribili campi di prigionia allestiti dalla dittatura.






