Il Partito socialista unito del Venezuela [Psuv] del presidente Hugo Chavez ha vinto in 17 dei 22 stati in cui si votava domenica e il tasso di partecipazione è stato del 65,45 per cento. Per il presidente venezueliano, «una nuova tappa inizia. Il popolo, che abbia votato per i candidati della rivoluzione o per altri ha dimostrato che godiamo qui di un sistema democratica e che rispettiamo le sue decisioni». L’opposizione ha vinto in quattro stati – prima delle elezioni ne guidava due -, tra cui Zulia, lo stato più ricco e popolato del paese e Miranda, il secondo stato più popolato del paese che comprende anche la municipalità di Caracas.
Ieri circa 17 milioni di persone dovevano eleggere 22 governatori, 328 sindaci e centinaie di consiglieri regionali e comunali. Lo scrutinio ha assunto la dimensione di un test nazionale, il presidente ha infatti più volte ripetuto che «il futuro della rivoluzione è in gioco, il futuro del socialismo, del Venezuela, del governo rivoluzionario e di Hugo Chavez». Per l’opposizione, dopo lo scacco nel dicembre 2007 del referendum costituzionale proposto dal governo, una nuova disfatta di Chavez avrebbe impedito alla maggioranza di provare a modificare la costituzione per permettere al presidente, al potere fino al 2013, di correre per un nuovo mandato.






