Saranno le 18 in Italia quando il neopresidente statunitense Barack Obama terrà la sua seconda conferenza stampa dalla vittoria elettorale del 4 novembre scorso. Questa volta si tratta di presentare il team di ministri e consiglieri che dovrà dedicarsi al difficilissimo compito di traghettare l’economia statunitense fuori dalla crisi finanziaria ed economica maturata negli ultimi mesi. I nomi sono in gran parte già noti: Timothy Geithner, presidente della Banca centrale di New York, come segretario del tesoro e Lawrence Summers, già segretario del tesoro con Bill Clinton, come consigliere economico del presidente. Altrettanto note sono le sfide: rimettere ordine nel settore bancario [ieri sera la Casa bianca ha annunciato un piano di salvataggio da 300 miliardi di dollari per il colosso Citigroup]; rilanciare i consumi e iniettare tra i consumatori statunitensi fiducia e liquidità. Secondo David Axelrod, capo del team di strateghi del neopresidente, Obama ha intenzione di varare un pacchetto economico nell’ordine dei 500-700 miliardi di dollari con la creazione di due milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro nei prossimi due anni. Una sfida enorme, che il neopresidente potrebbe vincere solo a prezzo di una corposa ristrutturazione produttiva dell’economia statunitense. Non è detto che le multinazionali ingrassate negli anni di Bush accettino il cambiamento di rotta senza battere ciglio.
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