Migliaia di manifestanti hanno circondato a Bangkok il quartier generale dell’esercito per impedire al governo thailandese di tenervi una riunione. Scontri a fuoco sono scoppiati in diverse zone della capitale tra opposizione e sostenitori del governo, causando almento 11 feriti. La protesta è condotta dall’Alleanza del popolo per la democrazia [Pad] che già ieri usato la stessa tattica per obbligare il parlamento a sospendere la sua seduta e impedire al governo di riunirsi. Il Pad, un’alleanza di gruppi ostili all’ex premier Thaksin Shinawatra, ha lanciato la sua «battaglia finale» per costringere il governo a dimettersi entro domani.
L’attuale primo ministro, Somchai Wongsawat, è cognato di Thaksin e il Pad lo considera un uomo di paglia del magnate delle telecomunicazioni, in esilio dopo una condanna a due anni per abuso di potere. Ma al momento il Pad non è riuscito a portare dalla propria parte i militari, che nel settembre 2006 rovesciarono Thaksin. Il capo dell’Esercito, generale Anupong Paojinda ha dichiarato che un colpo di stato è fuori questione, ma l’opposizione gli ha mandato una lettera per chiederegli che le forze armate si schierino. I manifestanti del Pad occupano la sede del governo dallo scorso 26 agosto e ieri hanno impedito ai ministri di riunirsi nel vecchio aeroporto di Bangkok che avevano eletto a loro sede. Domani i manifestanti assedierano l’aeroporto internazionale dove atterrerà l’aereo che riporta in patria Somchai, attualmente in Perù per il summit Apec.






