Le autorità palestinesi della Striscia di Gaza hanno ordinato la chiusura dell’unica centrale elettrica della Striscia a causa della mancanza di combustibile causata dalla decisione israeliana di chiudere i varchi di frontiera. Almeno 500 mila persone, un terzo degli abitanti della Striscia, rimangono così senza energia elettrica. Lunedì il governo israeliano aveva autorizzato una parziale riapertura dei varchi, per motivi umanitari, con la consegna anche di un carico di diesel per i generatori della centrale. Il diesel, però, è bastato appena per un giorno e secondo le autorità palestinesi, le continue interruzioni nel funzionamento delle turbine stanno causando danni alla centrale, che avrebbe bisogno di urgenti riparazioni. Israele ha nuovamente stretto la morsa su Gaza dall’inizio di novembre, dopo alcuni lanci di razzi contro il territorio israeliano. I razzi non hanno causato vittime, ma Israele considera Gaza «entità nemica» e l’asfissia economica della Striscia è parte della strategia per delegittimare Hamas, che controlla Gaza. Contro l’embargo è in corso una campagna internazionale.






