Il presidente somalo proclama lo Stato di emergenza

Il presidente somalo, Ahmad Sharif, ha proclamato lo stato d’emergenza in Somalia per il protrarsi della guerra che vede impegnate le sue truppe contro quelle dei ribelli islamici presenti nella periferia di Mogadiscio. «Da oggi il paese è in stato d’emergenza – ha affermato Sharif – perché non si fermano le violenze in Somalia». Il presidente non ha precisato per quanto tempo resteranno in vigore le misure dello stato d’emergenza, ma ha sottolineato che prima dell’attuazione delle misure è necessaria l’approvazione del parlamento. Sharif, durante il suo discorso, ha poi paragonato la situazione della Somalia a quella del Pakistan. «Anche il nostro paese è vittima del terrorismo internazionale come il Pakistan. Se un paese come quello non è riuscito a risolvere il problema del terrorismo come possiamo farlo noi da soli?», ha concluso Sharif. Il governo somalo reagisce così ai combattimenti tra esercito e gruppi armati dell’opposizione, che ha provocato la morte del ministro per la sicurezza nazionale.
Il presidente del parlamento, Sheikh Aden Mohamed Madobe, ha chiesto dal canto suo «al mondo e ai paesi vicini di intervenire in Somalia il prima possibile. Siamo stati costretti a fare questa richiesta per l’escalation di violenze causata da combattimenti tra l’esercito e gruppi armati guidati da un ex-generale pachistano».
Non si è fatta aspettare la risposta degli Shehab, i miliziani islamici, che hanno minacciato ritorsioni contro gli eventuali paesi stranieri che vorrebbero intervenire in Somalia.

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