Il 6 luglio, un giovane è stato ritrovato impiccato in cella mentre era in stato di fermo, in Francia. A Firminy, il comune della periferia di Saint-Etienne dove risiedeva Mohamed Benmouna, da tre notti ci sono scontri tra giovani e forze dell’ordine.
Secondo l’autopsia, Mohamed sarebbe morto per asfissia a causa della corda che aveva intorno al collo e che era stata usata dal giovane per tentare il suicidio. I medici non hanno riscontrato sul corpo del ragazzo alcun segno di violenza. Ma i familiari di Mohamed non credono alla versione fornita dalla polizia. L’impianto di videosorveglianza del commissariato era fuori uso al momento del decesso di Mohamed.
Per gli incidenti scoppiati negli ultimi giorni la polizia di Sant’Etienne ha compiuto almeno sei arresti. Diversi i danni materiali causati dalle tre notti di battaglia: una farmacia distrutta, diverse auto date alle fiamme, una tabaccheria, una profumeria, una panetteria… rase al suolo e un centro commerciale incendiato.
Oggi il sindaco di Firminy, Marc Petit del Partito comunista francese, ha chiesto misure di sicurezza «eccezionali». Sabato pomeriggio è prevista una marcia silenziosa in memoria di Mohamed, fermato per un affare di estorsione di fondi. Intano la famglia Benmouna ha sporto denuncia contro ignoto.
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