La definiscono una «calma tesa» l’aria che si respira oggi a Douala, capitale economica del Camerun e teatro dei principali disordini dei giorni scorsi. Il bilancio delle vittime non è ancora definito, ma le violenze più gravi si sarebbero concentrate tra lunedì e mercoledì, giorni in cui sono morte almeno una ventina di persone. Anche ieri scontri di strada hanno provocato la morte di tre ragazzi a Bamenda e Bafang, nell’ovest del paese, dove un gruppo di manifestanti in fuga dalla polizia, avrebbe usato duemila bambini di una scuola come scudo umano.
Intanto i quotidiani locali, invitati dal ministro delle comunicazioni Jean Pierre Biyiti a non fomentare la violenza, non riportano notizie precise riguardo gli avvenimenti delle ultime ore. E mentre il presidente Biya invita alla calma.
L’opposizione, accusata di aver architettato le violenze, nega qualsiasi responsabilità «comprendendo però il malessere della popolazione» e dichiara che continuerà ad opporsi alla modifica della costituzione prevista dal presidente in carica, che gli permetterebbe così una nuova rielezione.






