Kenya. Politici pagavano per le rivolte

A partire da oggi e per tutta la prossima settimana, il Parlamento nazionale keniano dovrà dare forma e pratica alle leggi e modifiche costituzionali tese alla costruzione di un governo di coalizione tra il presidente Mwai Kibaki e l’opposizione guidata da Raila Odinga.
Mentre domani riprenderanno le mediazioni dell’Unione Africana con le delegazioni dei due schieramenti, l’Human Rights Watch denuncia i politici keniani di aver finanziato e organizzato le violenze. In un rapporto infatti, diffuso oggi dall’organizzazione umanitaria, basato su interviste a raggio effettuate in ogni sfera sociale keniana, giornalisti, imprenditori, membri del Parlamento, ma anche vittime, testimoni ed esecutori hanno raccontato in maniera unanime un clima di incitamento alla violenza etnica da parte dei leader locali, di una organizzazione che ha pagato giovani senza lavoro per seminare il caos nel paese. In seguito a questa accusa, l’Hew ha chiesto al nuovo governo di Nairobi di perseguire i responsabili affinché il nuovo governo raggiunga una stabilità duratura.
«Le divisioni etniche emerse dopo le elezioni hanno radici ben più profonde–si legge nel rapporto–Soluzioni durature richiedono una revisione completa delle istituzioni keniane e un serio tentativo di risolvere i problemi per troppo tempo ignorati o esacerbati da quanti hanno ricoperto incarichi di governo».

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