Un gruppo di attivisti dell’associazione ASud, di Action, dei Cobas del gruppo Telecom e della Campagna per la riforma della Banca mondiale hanno occupato, alle 11 di martedì, la sede centrale di Telecom Italia a Roma.
E’ una protesta contro la domanda di risarcimento danni presentata da Telecom Italia contro il governo boliviano al Ciadi, l’organo di arbitraggio della Banca mondiale. Il Ciadi ha accolto il ricorso il primo novembre, due giorni prima che l’uscita della Bolivia dal tribunale [decisa lo scorso maggio] avesse effetto. Oggetto della contesa è il controllo di Entel, principale gruppo telefonico boliviano, del quale Telecom, attraverso Eti, possiede il 50 per cento. Dell’altra metà di Entel, il 47 per cento era nelle mani di due fondi di investimento boliviani, e il governo di Evo Morales qualche mese fa ha deciso di trasferirlo al tesoro, senza toccare la quota di Telecom Italia. Allo stesso tempo, Morales ha stabilito delle tariffe telefoniche agevolate per le fasce sociali più deboli e questo, secondo Telecom, è un danno. Dopo tre ore di occupazione, Telecom ha accettato di fissare entro dieci giorni un incontro con le organizzazioni che hanno promosso la protesta, per cercare di trovare una mediazione ed evitare, oltre all’intervento del Ciadi, una campagna internazionale dannosa per l’immagine dell’azienda.
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