Stupiscono oltre il previsto i risultati delle primarie nel Potomac, che vedono Barack Obama vincente rispetto alla rivale Hillary Clinton.
In Maryland Obama ha riscosso vittorie per il 60 percento ed in Virginia per il 64 per cento dei voti, mentre nella capitale federale di Washington riscontra un risultato positivo con il 64 percento. C’è chi, come il manager di Obama e diversi analisti annunciano già la disfatta di Hillary, definendola «un’impresa al passo con l’impossibile», dettata dalla «dura, fredda realtà della matematica».
Le ottimistiche previsioni per Obama derivano da alcune analisi effettuate in base alle preferenze di voto di martedì scorso. Infatti, il senatore ha ottenuto la preferenza dagli elettori sopra i 65 anni, dalle donne e famiglie di medio reddito, delle comunità afro-americane, oltre che dai cattolici. Questi sono tutti gruppi legati fino a questo momento all’ex-first lady.
Ora tutte le speranze di Hillary sono puntate sul voto del 4 marzo in Ohio e Texas, e in Pennsylvania dove si voterà il 4 aprile. Qui sono in palio ben 573 delegati, anche se sarà necessaria una alta percentuale di scarto dall’avversario per recuperare la sconfitta di martedì scorso.
Intanto, tra i repubblicani che hanno affermato la loro posizione con le primarie in le primarie del Potomac c’è John McCain, che ha raggiunto la quota di 812 delegati contro i 217 dell’avversario Mike Huckabee.






