Domani è la volta del Mississipi dove si deciderà il testa a testa tra Hillary Clinton e Barack Obama. Siamo nel profondo sud dove il 37,5 per cento della popolazione è afro-americana.
Secondo gli ultimi sondaggi, Obama è ancora il favorito favorito, con un vantaggio che oscilla tra i 6 e i 24 punti e su cui potrebbero pesare un paio di gaffe dell’ex First Lady.
Entrambi i candidati puntano moto [si potrebbe anche dire tutto] sulla ricostruzione post-Katrina, che ancora stenta ad arrivare. «Non abbiamo raggiunto il livello di risposta e di urgenza che un disastro nazionale di questa portata avrebbe meritato», ha detto la senatrice di fronte alle moltissime famiglie ancora sfollate. «Non sapevo che migliaia di persone, due anni dopo l’uragano, vivono ancora nelle roulotte», ha poi aggiunto. Questa la prima gaffe. L’altra, sempre sul Mississipi, è già diventata uno spot cult diffuso per radio radio per Obama. Si chiama «Rispetto» e ripropone llo scivolone di Hillary sulle pari opportunità nello Stato del sud. Parlando lo scorso ottobre al Des Moines Register, Hillary si disse «sconvolta» dall’aver appreso che «l’Iowa e il Mississippi non hanno mai eletto una donna governatore o membro del Congresso».
«E come può il Mississippi essere classificato al pari dell’Iowa?–si era chiesta l’ex Ffrst lady–non c’è la qualità, non c’è il senso della comunità, non c’è l’apertura che vedo in Iowa».
Ad attaccare Hillary Clinton oggi è anche la femminista australiana Germaine Greer, autrice de «L’eunuco femmina». «Autoritaria, fredda e manipolatrice–così ha commentato–«Non posso immaginare che Hillary piaccia alle femministe».






