La lunga marcia, iniziata martedì, della «resistenza e della dignità» convocata dalle popolazioni indigene del dipartimento di Cauca ha ottenuto un primo successo: una rappresentanza di dimostranti incontrerà domenica il capo di stato Alvaro Uribe.
A marciare sono in 25 mila, ma il loro numero cresce di giorno in giorno. Gli indigeni chiederanno a Uribe: la restituzione di 15 mila ettari di terra promessi nel ‘99 e nel 2005; l’interlocuzione con il parlamento sul Trattato di libero commercio con gli Stati uniti; una revisione del Codice delle miniere, dello Statuto rurale e del Piano per l’acqua, norme approvate dal governo senza consultare le comunità locali; una commissione internazionale d’inchiesta sui crimini contro gli indigeni; l’approvazione della Dichiarazione delle Nazioni unite sui diritti dei popoli indigeni, che contempla il rispetto delle risorse naturali nei territori dei nativi. Sono state invitate all’incontro di Cali alcune personalità internazionali: i premi Nobel per la pace Rigoberta Menchú e Adolfo Pérez Esquivel, i presidenti di Bolivia e Paraguay Evo Morales e Fernando Lugo, il giudice spagnolo Baltasar Garzón.
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