In Iraq, cinque anni di troppo
Centinaia di persone si sono «bloccate» per cinque minuti nella stazione della metro Union, a Washington, davanti allo sguardo sbigottito dei poliziotti e dei passanti «normali». Un minuto per ogni anno di occupazione statunitense in Iraq. Cinque minuti di silenzio per ricordare le vittime irachene [un milione secondo alcune stime], quelle statunitensi [quasi 4 mila caduti e oltre 30 mila feriti] e gli enormi costi della guerra. La «massa critica»…
La rivoluzione energetica di Morales
«L’energia non è una merce, non può essere un affare privato. L’energia è un bene comune e deve essere il governo a farla diventare un servizio per i cittadini e garantirne la qualità». A parlare è un capo di stato, il cui governo è sempre più impegnato sul fronte della ricostruzione di una società che parta dalla centralità dei beni comuni e dalla loro difesa. Il governo è quello del…
La politica estera Usa nelle primarie
Non è facile formulare un giudizio equilibrato – da «sinistra di movimento»- sulla campagna presidenziale negli Stati uniti in riferimento alla politica estera. Si oscilla comprensibilmente tra lo scetticismo del «cambierà poco o nulla», riflesso della continuità ineludibile di una politica imperiale o comunque egemonica, e l’aspettativa che qualcosa comunque muti. Un fatto è però evidente: sono i temi di politica estera, in primis il disastro iracheno, ad aver innescato…
I Sem Terra bloccano la costruzione della diga di Lula
Non si ferma la mobilitazione del movimento sem terra brasiliano. I militanti di Via Campesina e del Movimento dei Danneggiati dalle dighe, in vari stati del Brasile hanno occupato oggi centrali idro e termo elettriche e bloccato canali utilizzati per i trasporti. Grazie a queste azioni il movimento sem terra ha interrotto i lavori in corso per la costruzione della diga idroelettrica al confine tra gli stati del Maranhao e…
Follia elettorale all'americana
Un articolo di Howard Zinn pubblicato da Il manifesto del 28 febbraio. La traduzione è di Marina Impallomeni.
Follia elettorale all'americana
Un articolo di Howard Zinn pubblicato da Il manifesto del 28 febbraio. La traduzione è di Marina Impallomeni.
La guerra da tre mila miliardi di dollari
I costi della guerra in Iraq sono in continua crescita e toccheranno nel 2008 i 12 miliardi di dollari al mese, contro i 4,4 del 2003. Una somma che «senza tenere conto delle spese a lungo termine, come le cure per i veterani, già oltrepassa quella della guerra del Vietnam, lunga 12 anni, e più del doppio della guerra di Corea»: lo scrive il premio Nobel per l’economia statunitense Joseph…
Torna il sereno in America latina
Sono attesi per oggi in Ecuador gli ispettori dell’Organizzazione degli stati americani, inviati per accertare la dinamica dei fatti dell’incursione colombiana di sabato primo marzo. La loro missione, però, sembra già superata dagli eventi diplomatici. Domenica infatti, dopo un summit regionale tenuto tra venerdì e sabato a Rio de Janeiro, il Venezuela ha annunciato che nel giro di pochi giorni le relazioni diplomatiche con la Colombia ritorneranno normali. Più tiepido…
Domani voto in Mississipi tra le gaffe di Hillary
Domani è la volta del Mississipi dove si deciderà il testa a testa tra Hillary Clinton e Barack Obama. Siamo nel profondo sud dove il 37,5 per cento della popolazione è afro-americana. Secondo gli ultimi sondaggi, Obama è ancora il favorito favorito, con un vantaggio che oscilla tra i 6 e i 24 punti e su cui potrebbero pesare un paio di gaffe dell’ex First Lady. Entrambi i candidati puntano…
Ecuador e Venezuela vogliono una condanna ufficiale
Non sono soddisfatti, il presidente ecuadoriano Rafael Correa e quello venezuelano Hugo Chavez. Il vertice dell’Organizzazione degli stati americani, convocato d’urgenza dopo il raid delle truppe colombiane in Ecuador per uccidere Raul Reyes, il numero due delle Farc, si è concluso con una criticha che, secondo Correa e Chavez, è troppo blanda. Sarà comunque creata una commissione d’indagine indipendente che chiarirà i fatti, come chiesto dal governo ecuadoriano. Sulla peggiore…
L'Ecuador chiede la condanna della Colombia
La crisi diplomatica aperta dall’incursione militare colombiana in territorio ecuadoriano e dall’uccisione del numero due delle Farc Raul Reyes, sabato scorso, si arricchisce di un nuovo capitolo. L’Ecuador ha chiesto all’Organizzazione degli stati americani [Oas] di condannare ufficialmente il comportamento della Colombia, che ha violato consapevolmente la sovranità ecuadoriana. Il ministro degli esteri ecuadoriano Maira Isabel Salvador, parlando alla riunione dell’Oas convocata d’urgenza su richiesta del governo di Quito, ha…
L'ultima sfida di Hillary
Le immagini televisive documentano una sfida giocata fino all’ultimo minuto: Hillary Clinton e Barack Obama si disputano a colpi di spot via etere le battute forse finali della campagna elettorale per le primarie Usa. La notte infatti, porterà i risultati delle votazioni in Texas, Ohio, Vermont e Rhode Island in cui sono in palio 370 delegati e 74 super-delegati per i democratici, 265 delegati per i repubblicani. Ore decisive, dunque,…
Una grave crisi all'ombra di Washington
La crisi diplomatica tra Ecuador e Colombia ha radici molto profonde. L’uccisione di Raul Reyes è solo l’ultimo episodio, benché il più grave, di una tensione che sale da almeno due anni. E dietro c’è la minaccia dei piani della Casa bianca.
Ecuador e Venezuela mandano le truppe al confine
L’omicidio di Raul Reyes, numero due delle Forze armate rivoluzionarie colombiane [Farc], ucciso sabato in un’incursione delle truppe colombiane in territorio ecuadoriano, ha innescato una spirale che sta diventando sempre più minacciosa. Ecuador e Venezuela hanno espulso gli ambasciatori colombiani e, cosa più allarmante, hanno mobilitato i rispettivi eserciti. Davanti alle telecamere della televisione pubblica venezuelana, il presidente Hugo Chavez – impegnato in una difficile mediazione con le Farc per…
Negli Stati uniti, 1 adulto su 100 è in carcere
Negli Stati uniti, oltre l’1 per cento della popolazione è dietro le sbarre. E’ quanto rivela un rapporto del Pew center, che piazza il paese al primo posto nella classifica dei paesi a più alto tasso di popolazione carceraria, prima di paesi come la Cina [1,5 milioni di carcerati], la Russia [890 mila] o l’Iran: sono più di 2,3 milioni le persone cge sono state rinchiuse nel 2007. Secondo il…
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