Lo stato d’emergenza si sta ritorcendo contro il presidente pakistano Pervez Musharraf. Dopo i giudici, gli avvocati, i movimenti islamisti e le critiche internazionali, anche la leader del Partito popolare del Pakistan, Benazir Bhutto, ha mollato quello che sembra sempre più l’ex uomo forte di Islamabad. Bhutto, messa agli arresti domiciliari venerdì e poi rilasciata per le pressioni della Casa bianca, ha annunciato la fine dei colloqui in corso con Musharraf per cercare di arrivare a un ritorno, pilotato, al governo civile. Bhutto ha anche confermato la manifestazione di protesta convocata per martedì dal Ppp. A Londra, intanto, sono riuniti i ministri dei paesi del Commonwealth per decidere se sospendere il Pakistan, per la seconda volta dal golpe del 1999, già costato al paese cinque anni di espulsione. Musharraf, in evidente difficoltà, ha annunciato domenica che le elezioni politiche si terranno a gennaio, come previsto, ma non ha detto nulla sulla fine dello stato d’emergenza.
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