Il Belgio sembra intravedere uno spiraglio per uscire dalla crisi politica in cui si trova da sei mesi, che ha visto contrapposte le comunità francofona e fiamminga, mettendo in discussione l’integrità territoriale del paese. Il premier uscente Guy Verhofstadt ha raggiunto un accordo per formare un governo ad interim che coinvolgerà cristiano-democratici e liberali fiamminghi assieme ai socialisti e ai liberali francofoni. L’obiettivo del nuovo esecutivo è traghettare il Belgio fino alle prossime elezioni politiche, ma anche risolvere alcune emergenze sociali, come l’aumento del costo della vita e il calo del potere d’acquisto, che hanno fatto scendere in piazza migliaia di persone nei giorni scorsi. Il primo banco di prova del nuovo esecutivo sarà il voto di fiducia parlamentare, previsto per la prossima domenica. Superato lo scoglio, il governo non dovrebbe comunque prolungare il suo mandato oltre il 23 marzo del 2008.






