Dopo la rinuncia da parte di Franco Marini a formare il governo, questa mattina il consiglio dei ministri ha fissato la data, il 18 maggio, del referendum popolare abrogativo di norme della legge elettorale. Ma con lo scioglimento delle camere che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sta per avviare in queste ore, la consultazione slitterà di un anno. L’attenzione dei grandi media oggi è passata quindi al sistema delle alleanze: il Pd è deciso ad andare da solo, mentre il Rifondazione comunista ha proposto un accordo tecnico al senato «di autodifesa» dall’attuale sistema elettorale. «Se non ci fossero le condizioni per un accordo di natura programmatica – ha detto Franco Giordano [segretario del Prc]-, penso che si potrebbe fare per il senato un accordo tecnico, limpido, alla luce del sole per evitare un vantaggio smodato a Berlusconi. Se il Pd fosse disposto noi siamo pronti». Giordano ha anche detto che la sinistra dovrebbe presentarsi alle elezioni «con un unico simbolo, un’unica lista e un candidato premier e per noi, quello naturale e ottimale è Fausto Bertinotti». Intanto, un comunicato del Quirinale ha reso noto che il presidente della Repubblica si appresta a ricevere questa sera al Quirinale, il presidente del senato, Franco Marini, e il presidente della camera dei deputati, Fausto Bertinotti. Con lo scioglimento delle camere, verrà battuto il record negativo di durata di una legislatura: quella attuale, la quindicesima, è cominciata il 28 aprile 2006; in caso di scioglimento immediato, si voterebbe entro il 13 aprile e la legislatura durerebbe poco più di 23 mesi.
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