Da trentaquattro anni Cipro è divisa in due da una zona cuscinetto controllata dall’Onu dal 1974, quando la Turchia invase il nord dell’isola in risposta al tentativo di golpe della Grecia dei colonnelli a Nicosia, la capitale. Anche la capitale è divisa in due dalla Leda street, che è diventata la strada simbolo dell’ultima città divisa d’Europa. Proprio qui, al Ledra palace, avamposto dell’Onu, da questa mattina si sta svolgendo il primo faccia a faccia tra il nuovo presidente cipriota Demestris Christofias, membro del partito comunista Akel [partito progressista del popolo lavoratore] eletto il mese scorso, e il leader della comunità turco-cipriota Mehmet Ali Talat [presidente della Kuzey Kibris Turkye Cumhuriyeti] che dovrebbe riaprire il dialogo sulla riunificazione dell’isola mediterranea.
A fare da mediatore durante i colloqui tra le due comunità, interrotti dopo il referendum del 2004 su un piano di riunificazione respinto dai ciprioti greci e approvato invece dai turchi, è il rappresentante speciale dell’Onu, Michael Moller.
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