Alitalia: dopo il prestito, buio e licenziamenti

Quello che succederà ora per Alitalia, dopo il prestito concesso ieri dal governo è un peroiodo di attesa e di valutazioni «che durerà 4-5 settimane al termine delle quali la compagine che si metterà insieme farà un’offerta impegnativa». Lo ha detto questa mattina intervenendo in una trasmissione radiofonica Silvio Berlusconi che ha poi aggiunto che il salvataggio della compagnia di bandiera «passerà attraverso dolorose riduzioni di personale». Berlusconi ha spiegato di essere potuto intervenire sul caso Alitalia solo «in questi due giorni perchè ho potuto metterci la testa e guardare ai conti per quanto si può fare dall’esterno». Il leader del Pdl e premier in pectore respinge però con decisione le accuse rivoltegli per il ritiro dell’offerta di Air France: «La trattativa si è chiusa–ha scandito Berlusconi–perchè il governo ha rifiutato le condizioni imperative dei francesi, tra le quali il prezzo non congruo, e l’obbligo di rinunciare al trasporto di merci che avrebbe dovuto passare obbligatoriamente da Parigi». Ma il motivo principale della fuga di Air France, Berlusconi lo vede nel «fermo no dei sindacati. La motivazione prima del no di Air France è stato il veto dei sindacati». Berlusconi ha anche detto che ora «tutti dovranno metterci buon senso per arrivare una ristrutturazione della compagnia, che dovrà operare anche delle scelte e ci sarà gente che dovrà trovarsi un altro lavoro».

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