È cominciato questa mattina l’iter parlamentare con il quale il governo, quello che molto probabilmente sarà ricoradato come il più liberista e securitario della storia italiana, guidato da Silvio Berlusconi si avvia ad ottenere la fiducia. Dopo il discorso di Berlusconi di oggi a Montecitorio con le dichiarazioni programmatiche e gli interventi di decine di parlamentari, seguiranno domani la replica del presidente del consiglio e il voto alla camera, mentre giovedì ci sarà il voto al senato.
Tra le prime dichiarazioni di Berlusconi, c’è stata quella dell’«apertura» al Pd: «Il governo ombra voluto dal Partito democratico può essere d’aiuto per il governo del paese. Gli italiani con il voto ci hanno detto che vogliono essere governati con stabilità–ha detto Berlusconi–senza chicchiericcio, teatrino e inganno». «E’ necessario, dialogare con tutti–ha aggiunto–Il dialogo può e deve cominciare da subito». Del resto «non sono mai stato un uomo solo al comando».
Il premier ha poi cominciato a elencare le cose da fare: «Non abbiamo promesso miracoli ma faremo piccole e grandi cose. Dai rifiuti, all’Ici alla detassazione degli straordinari alla sicurezza». Ma la vera svolta, ha minacciato Berlusconi resta una sola: «Questo paese deve ricominciare a crescere». Crescere significa «infrastrutture», «rivalutare il lavoro», e perfino «lotta all’aborto», ma soprattutto «applicazione del federalismo fiscale». Oltre al «federalismo fiscale solidale», il premier ha parlato anche di un piano per il sud il cui obiettivo sarebbe, « estirpare la criminalità organizzata». Quanto alle «tasse–ha spiegato Berlusconi–non sono belle di per sè, un tributo da pagare alla cieca al potere dello Stato. Le tasse sono quello che dobbiamo per ricevere in cambio un servizio».
Molto attese erano anche le dichiarazioni sul tema dell’immigrazione, dopo i deliri degli ultimi giorni che hanno coinvolto diversi esponenti della nuova maggioranza: «Dobbiamo affrontare la questione dell’immigrazione interna ed esterna, senza lasciarci penetrare dai rischi di una immigrazione selvaggia, ma restando padroni in casa nostra e senza lo spirito di integrazione del nostro popolo». Intanto, a proposito del pacchetto sicurezza, il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha detto, dopo l’intervento di Berlusconi a Montecitorio, di essere pronto a farlo varare dal consiglio dei ministri che si terrà mercoledì 21 a Napoli; il pacchetto dovrebbe essere composto di alcuni decreti e alcuni disegni di legge. «Nessuno conosce i contenuti del provvedimento e già ci sono le contestazioni–ha aggiunto il neo ministro della Semplificazione Roberto Calderoli–Io non ho visto nè il decreto nè le contestazioni, quando vedrò parlerò. Un provvedimento che, comunquesarà approvato prima dell’estate».
C’è stato spazio anche per la politica estera nel discorso programmatico del premier. «E’ nostro vitale interesse ridurre i focolai di tensione in Medio Oriente e contribuire alla più strenua difesa dell’esistenza e dell’identità storica di Israele–ha detto Berlusconi–, il cui diritto alla pace rispecchia al diritto indiscutibile dei palestinesi alla costruzione di uno Stato indipendente e di una democrazia capace di sradicare ogni forma di intolleranza integralista e di violenza».
«Le sfide sono sempre scommesse e per queste invoco l’aiuto di Dio» ha detto il premier concludendo il discorso. Subito dopo ha anche invocato la fortuna: «Anche la fortuna gioca un ruolo importante ma serve che venga aiutata, se non sedotta dal coraggio». «Auguro a tutti gli italiani di riprovare e condividere l’ammirazione per una Italia in robusta ripresa e in corsa per i suoi primati. Una ammirazione che l’Italia saprà, ne sono sicuro, suscitare in futuro intorno a se. Vi ringrazio. Viva il Parlamento, viva l’Italia». Con queste parole Berlusconi ha concluso il suo intervento alla Camera.
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