Dublino. A bando le bombe a grappolo

La bomba al grappolo è composta da un dispenser riempito munizioni. Quando la cluster bomb viene lanciata esplode prima che tocchi il suolo, disseminando una gran quantità di piccole munizioni. Capita però che queste rimangano inesplose diventando mine antiuomo.
109 paesi, riuniti a Dublino per la Conferenza internazionale per la messa al bando delle bombe al grappolo, dopo giorni di trattative, oggi hanno raggiunto un’intesa, impegnandosi a non produrre o utilizzare le cluster bomb.
A dare la svolta alla conferenza ci ha pensato Gordon Brown, annunciando che la Gran Bretagna metterà «fuori servizio» tutte le cluster inglesi. Un comunicato che ha sbloccato le trattative a Dublino. Per quanto riguarda l’Italia, una settimana fa il ministro ombra della difesa del Pd aveva presentato una mozione per la messa al bando degli ordigni. Il sì dei vari schieramenti è stato unanime. Rimane solo un «piccolo» problema: a non aver partecipato alla conferenza di Dublino sono stati, tra gli altri, Usa, Cina, Russia, Israele, Pakistan e India. Paesi che, più di tutti, usano le bombe al grappolo per le loro guerre.

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