Il governo pakistano vacilla
Il «matrimonio di interessi» tra il Partito popolare pakistano orfano di Benazir Bhutto e quello guidato dall’ex premier Nawaz Sharif è già in crisi dopo appena tre mesi. I due partiti, vincitori delle elezioni, di febbraio scorso, avevano formato un governo di coalizione che aveva il preciso obiettivo politico di opporsi al presidente Pervez Musharraf, il generale che regge le sorti del paese dal golpe dell’ottobre 1999. Nove ministri del…
Sciopero della fame contro lo scudo stellare
Jan Tamas e Jan Bednar, due attivisti del movimento pacifista ceco che si oppone alla costruzione del nodo europeo dello scudo antimissile statunitense, hanno iniziato a mezzogiorno di oggi, a Praga, uno sciopero della fame. La protesta estrema è appoggiata da gruppi pacifisti in venti città europee–Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino–per contestare la…
La letale negligenza della giunta birmana
Il regime militare birmano potrebbe essere presto accusato di aver lasciato morire decine di migliaia di cittadini birmani, per l’incompetenza e gli ostacoli burocratici che hanno intralciato gli aiuti internazionali destinati a più di un milione di vittime del ciclone. Più di dieci giorni dopo che il ciclone Nargis ha colpito il delta dell’Irrawaddy nella Birmania sud-occidentale, uccidendo circa 100 mila persone e distruggendo le case di 1,5 milioni di…
L'esercito libanese ora minaccia di usare la forza
Dopo quasi una settimana di scontri, e almeno 80 morti e 250 feriti, l’esercito libanese sembra aver deciso di alzare il tono. In un comunicato, l’Armée libanaise ha detto di essere pronto a usare la forza per disarmare le fazioni e «riportare l’ordine nel paese». Con pessima–ma calcolata ?–scelta di tempo, però, il presidente statunitense George Bush è intervenuto nella contesa libanese per offrire l’aiuto degli…
Elezioni serbe nel cuore del Kosovo
Il voto amministrativo e politico in Serbia visto dall’enclave di Gracanica, vicino Pristina, in Kosovo. Una giornata particolare in una città simbolo della convivenza difficile, ma possibile. Reportage di Raffaele Coniglio.
Vince la Serbia «europea»
Nel voto politico e amministrativo di domenica 11 maggio, è stato premiata la Lista per la Serbia europea, guidata da Boris Tadic. La formazione del nuovo governo, però, sarà affidata alle trattative tra i partiti.
In Libano non torna la calma. Scontri a Tripoli
Mentre la capitale Beirut sta lentamente tornando alla normalità dopo l’azione militare di Hezbollah e Amal, in altre parti del Libano la parola è ancora alle armi. I miliziani sciiti, tra sabato e domenica, hanno attaccato i drusi asserragliati nelle montaghe dello Chouf, appena fuori Beirut. Gli scontri sono stati molto duri, fino a quando l’esercito libanese non si è schierato tra le due fazioni. Nello Chouf i morti sono…
Doppio vertice in Perù sulle relazioni tra Ue e America latina
Due Europe e due Americhe latine si incontrano a Lima, in Perù. Dal 10 maggio è iniziato il Vertice dei popoli, organizzato dai movimenti latinoamericani ed europei per contestare il summit tra i governi dei due continenti che si aprirà sempre a Lima il 13 maggio. Al centro dell’agenda del summit ufficiale ci sono gli accordi di libero scambio tra Unione europea e paesi latinoamericani. L’Ue, dopo il sostanziale fallimento…
Morales pronto a convocare un referendum sul suo esecutivo
E’ arrivata oggi la reazione del presidente boliviano Evo Morales alle spinte separatiste della ricca regione orientale di Sant Cruz. Domenica scorsa il dipartimento di Santa Cruz si era espresso a favore dell’autonomia in un referendum voluto dalla maggioranza «criollo», i discendenti dei «conquistadore» spagnoli. «Se noi, i politici, non riusciamo a metterci d’accordo, è meglio che il popolo decida del destino del suo presidente e dei prefetti», ha dichiarato…
Il ciclone Nargis mostra la vera faccia della giunta birmana
Secondo le stime ufficiali, Nargis ha provocato la morte di oltre 30 mila persone, 40 mila sono disperse e oltre un milione i senzatetto. Ma più che dei soccorsi, il governo sembra preoccupato del referendum che dovrebbe prolungare la sua stretta sul paese. La sola concessione a un popolo che cerca di riprendersi dalla devastazione causata dal ciclone, è lo spostamento della data delle elezioni, programmate per il 10 maggio…
Domani corteo a Torino. La tensione si abbassa
Domani alle 14 una manifestazione nazionale sfilerà per le strade di Torino, da corso Marconi alla Fiera internazionale del libro, che ha sede al Lingotto, per protestare contro la scelta di ospitare Israele alla kermesse libraria. Nonostante la tensione, salita soprattutto dal porimo maggio [quando furono bruciate due bandiere israeliane] i manifestanti fanno sapere di non avere nessuna intenzione di forzare i blocchi, a qualche centinaio di metri dalla Fiera,…
Beirut trattiene il fiato dopo gli scontri
Secondo giorno di tensione altissima nella capitale libanese. Dopo gli scontri di ieri tra sostenitori del governo di Fuad Siniora e quelli del cartello delle opposizioni, guidato dal partito sciita Hezbollah, anche oggi ci sono stati blocchi stradali e proteste. L’esercito è schierato lungo la strada che separa il centro della capitale dai sobborghi sciiti del sud, roccaforte di Hezbollah. In molti quartieri gli abitanti hanno creato dei posti di…
Noi non celebreremo
Il 30 aprile il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato una lettera firmata da oltre cento esponenti della comunità ebraica britannica per spiegare perché l’anniversario della fondazione di Israele non è da festeggiare. Ecco il testo.
Sciopero e scontri. Il Libano a un passo dal tracollo
La protesta contro il governo di Fuad Siniora si trasforma in guerriglia urbana. Sostenitori del governo e dell’opposizione si danno battaglia sulla Corniche: almeno 13 persone ferite. Bloccato per ore l’aeroporto internazionale. L’esercito interviene contro le barricate
L'opposizione sotto attacco in Zimbabwe dopo le elezioni
In Zimbabwe le elezioni presidenziali del 29 marzo non hanno ancora un vincitore ufficiale. Si continua ad aspettare che la Commissione elettorale annunci la data del secondo turno tra il presidente uscente Robert Mugabe e il capo dell’opposizione Morgan Tsvangirai, e che l’opposizione sciolga le sue riserve sulla partecipazione al ballottaggio, rappresentanti dell’Unione Africana (UA) e della Comunità di sviluppo dell’Africa australe stanno facendo la spola tra Harare e altre…
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