Il «problema tibetano»
Le radici della protesta in un articolo di Piero Verni, tibetolo, pubblicato sul sito di Lettera22
La Olanda mette un tetto agli stipendi dei grandi manager
Mentre il pianeta finanza trema all’idea di subire la sorte della quinta banca d’affari statunitense Bear Stearns, la Olanda si appresta a inquadrare il reditto dei grandi manager, e a instaurare una tassa del 30 per cento sulle liquidazioni e indennità: la misura riguarderà, a partire dal primo gennaio 2009, i direttori di società private con stipendi annuali al di sopra dei 500 mila euro. La Olanda è il primo…
La Serbia si divide in vista del voto
L’11 maggio i cittadini della Serbia decideranno ancora una volta quale strada il paese dovrà percorrere nel tempo a venire. Oltre alle elezioni locali e provinciali, indette tempo fa, all’inizio di maggio i cittadini decideranno la nuova composizione del parlamento, e di conseguenza il futuro governo. Dopo mesi e mesi di agonia e di conflitti covati sotto la cenere tra il Partito democratico [Ds] e il Partito democratico della Serbia…
Continua la protesta in Tibet, Pechino accusa il Dalai Lama
Non poteva mancare, nella repressione e nella propaganda cinese, l’attacco al Dalai Lama, leader spirituale e temporale del governo tibetano in esilio. Wen Jiabao, primo ministro di Pechino, ha accusato il Dalai Lama di aver orchestrato le proteste, che invece, secondo molte analisi, sono state spontanee. Wen Jiabao ha anche detto che l’obiettivo è il boicottaggio dei giochi olimpici, «sogno dei cinesi da molte generazioni». Ma un boicottaggio effettivo, a…
La rivoluzione energetica di Morales
«L’energia non è una merce, non può essere un affare privato. L’energia è un bene comune e deve essere il governo a farla diventare un servizio per i cittadini e garantirne la qualità». A parlare è un capo di stato, il cui governo è sempre più impegnato sul fronte della ricostruzione di una società che parta dalla centralità dei beni comuni e dalla loro difesa. Il governo è quello del…
L'instabilità in Medio Oriente è provocata dagli insediamenti
I continui attacchi missilistici di Hamas sulle comunità israeliane, e le relative rappresaglie di Israele, generano un clima che difficilmente porterà alla pace, malgrado l’accordo di tre mesi fa nel quale Olmert e il presidente palestinese Mahmoud Abbas si impegnavano a riprendere i negoziati. Oggi, i progetti di Israele per la realizzazione di centinaia di unità abitative intorno a Gerusalemme Est, città che i palestinesi rivendicano come capitale del loro…
Mitrovica
La rivolta dei serbi di Mitrovica era prevedibile. Il modo usato dalla Nato e dalla comunità internazionale – con poche anche se importanti eccezioni – per riconoscere l’autoproclamata indipendenza del Kosovo è stato percepito dalla maggioranza dei serbi, sia in Kosovo che nel resto della Serbia, come umiliante e profondamente ingiusta. La fretta di «chiudere» la partita kosovara, dicono molti in Serbia, contrasta con la remissività di quegli stessi paesi…
Messico. 37 detenuti in scipero della fame
Trentuno giorni senza mangiare, dietro le sbarre del carcere di San Cristobàl, in Chiapas. Come lui, Hernandez Hernandez, altri trentasette detenuti di etnia Tzotziles e Tzeltates sono in sciopero della fame in tre diversi carceri della regione, altri dieci carcerati mantengono il digiuno solidale, e questa settimana potrebbero aggiungersene degli altri. Si dichiarano prigionieri politici, reclamano la loro immediata liberazione, denunciano le condizioni processuali ingiuste e l’utilizzo di confessioni forzose….
Scade l'ultimatum a Lhasa. Proteste in tutto il mondo
Alle 17 italiane, mezzanotte a Lhasa, scade l’ultimatum di Pechino per la resa dei ribelli tibetani. Nel frattempo è battaglia sul bilancio degli scontri, centinaia di morti secondo i tibetani, mentre a Pechino si parla ufficialmente di tredici morti. Il governatore del Tibet, Champa Phuntsok ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa, che è tornata la calma in città e che «diversi civili innocenti sono stati bruciati vivi e…
Rivolta a Mitrovica. L'Onu si ritira
La polizia dell’Unmik, la Missione dell’Onu in Kosovo, ha dovuto abbandonare la parte serba di Mitrovica dopo i violenti scontri di lunedì mattina. Negli scontri sono stati feriti almeno venti poliziotti dell’Unmik e otto soldati della Nato, oltre a una decina di manifestanti serbi, due dei quali sarebbero in condizioni molto gravi. La tensione nella più importante città serba del Kosovo, dopo la pulizia etnica seguita alla guerra del 1999,…
Sarkozy sconfitto. Le grandi città passano al rosa
Il primo a fare le spese della netta sconfitta di Sarkozy e del suo partito, l’Ump, alle elezioni presidenziali, è stato il portavoce dell’Eliseo [nonché candidato destituito prima ancora delle elezioni amministrative di Neuilly], David Martinon. Le funzioni di portavoce del presidente della Repubblica francese «sono soppresse», le dichiarazioni ufficiali saranno d’ora in poi affidate al segretario generale dell’Eliseo Claude Guéant e al consigliere diplomatico del presidente Jean-David Levitte. Le…
La primavera armata della Nato
Le forze militariste dell’Occidente definiscono l’appuntamento come «la primavera della Nato». Una «nuova» stagione che dovrebbe iniziare il 2 aprile prossimo quando nella capitale romena, Bucarest, si svolgerà – come annuncia il segretario generale dell’Alleanza, Jaap de Hoop Scheffer – «il più grande summit mai realizzato». Sarà una prova di forza che vedrà la presenza dei 26 stati membri dell’organizzazione, ma con una partecipazione nettamente superiore a quella dei vertici…
Contro la guerra, cinque anni dopo
Il 15 marzo è il quinto anniversario dell’inizio della guerra in Iraq. Una guerra che, nonostante gli aumenti di truppe, gli accordi politici e i cambiamenti di tattica e di strategia, continua. Cinque anni fa, ci furono le più grandi manifestazioni pacifiste della storia mondiale, con milioni di persone in piazza nelle principali città di tutto il mondo e migliaia di iniziative di contestazione. Il New York Times in un…
La politica estera Usa nelle primarie
Non è facile formulare un giudizio equilibrato – da «sinistra di movimento»- sulla campagna presidenziale negli Stati uniti in riferimento alla politica estera. Si oscilla comprensibilmente tra lo scetticismo del «cambierà poco o nulla», riflesso della continuità ineludibile di una politica imperiale o comunque egemonica, e l’aspettativa che qualcosa comunque muti. Un fatto è però evidente: sono i temi di politica estera, in primis il disastro iracheno, ad aver innescato…
Gli iraniani al voto con poco entusiasmo
Venerdì 14 i cittadini iraniani andranno a votare per scegliere i 290 membri del Majlis, il parlamento. Saranno, però, elezioni molto diverse dal solito. Stavolta, infatti, prevale il disincanto e il voto di venerdì rischia di essere il meno partecipato della storia iraniana. I conservatori hanno fatto di tutto per tagliare le gambe alla coalizione di opposizione, guidata dall’ex presidente Mohammad Khatami: tra il 70 e il 90 per cento…
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