Il vertice di Vichy o l'«integrazione» all'europea
i ventisette ministri europei incaricati dell’immigrazione si sono riuniti a Vichy, in Francia ieri e oggi, per la terza conferenza europea sull’integrazione. Si sono accordati su una serie di «misure concrete per riuscire l’integrazione» ha annunciato il ministro francese dell’immigrazione e dell’identità nazionale. Ma il vertice serviva sopratutto ha discutere dell’agenzia Frontex, una incaricata di bloccare i migranti che cercano di raggiungere l’Europa e rinchiuderli dentro i Centri di identificazione…
Occhio nero alla Svp
Alessandra Zendron commenta i risultati delle elezioni nella provincia autonoma di Bolzano e prova a spiegarne i retroscena sociali. La crisi di un modello «etnico» di autonomia, senza che ci sia qualcosa di altrettanto efficace per rimpiazzarlo?
Africom va a Napoli?
L’amministrazione Bush cerca di piazzare le ultime pedine prima di uscire di scena. Il comando strategico africano del Pentagono potrebbe emigrare dalla Germania alla Spagna. Ma incombe anche l’ipotesi di spostarlo a Napoli, vicino ai nuovi hub logistici.
I primi aiuti arrivano in Congo
Un convoglio delle Nazioni unite carico di aiuti umanitari è riuscito a raggiungere i primi profughi congolesi nella regione di Goma. Il capoluogo del Kivu, al confine con il Ruanda, è l’epicentro delle nuove scosse della guerra interna che contrappone le truppe del governo di Joseph Kabila a quelle del generale ribelle Laurent Nkunda. Negli ultimi giorni i combattimenti violenti e l’avanzata dei ribelli hanno spinto almeno un milione e…
Crescita zero in Italia nel 2008 e recessione nell'eurozona
Crescita zero in Italia nel 2008 e recessione già in atto nell’eurozona. E’ questo il quadro dipinto dalle nuove stime diffuse oggi dalla Commissione europea. Secondo i dati, anche nel 2009 la crescita rimarrà ferma mentre nel 2010 il pil tornerà a crescere dello 0,6 per cento. Le precedenti stime Ue fissavano una crescita del pil italiano pari allo 0,5 per cento per quest’anno e allo 0,8 per cento per…
Perché vincerà Barack Obama
Barack Obama vincerà queste elezioni presidenziali perché è riuscito a giocare una partita doppia. Da una parte, ha saputo sfruttare la sua esperienza di “organizzatore di comunità” a Chicago. Ha vinto le primarie utilizzando lo slogan “Yes we can” mutuato dal “Sì se puede” del movimento dei migranti latinos. Per la prima volta i giovani statunitensi si sono mobilitati per sostenere una candidatura, è nato un vero e proprio movimento…
Perché vincerà McCain
C’è solo una cosa che ha messo d’accordo i rumorosi sostenitori di Barack Obama e la maggioranza silenziosa che voterà per John McCain: il fatto che il 20 gennaio del 2009 si festeggerà la fine dell’era Bush. Tutti attendono quella data per scrollarsi di dosso le sconfitte militari e la crisi economica e cominciare con questo rassicurante vecchietto, un “maverick”, un cane sciolto dello schieramento conservatore che è riuscito a…
Battesimo del fuoco in Mali per Africom
Il 3 novembre inizia in Mali l’esercitazione Flintlock, promossa dagli Stati uniti assieme a vari paesi dell’Africa occidentale. Un tassello del programma di assistenza militare contro il «terrorismo» che apre la strada alla penetrazione militare statunitense in Africa.
Lavoratori del petrolio rapiti in Camerun
La guerriglia antipetrolifera del Movimento di emancipazione del Delta del Niger sembra aver superato il confine tra Nigeria e Camerun. Venerdì mattina una cinquantina di uomini armati, a bordo di motoscafi, ha assalito una nave petroliera – della multinazionale francese Total. Una decina di lavoratori [sette francesi, due tunisi e un camerunense] sono stati rapiti dai guerriglieri che hanno lanciato un ultimatum: entro tre giorni, se le loro richieste non…
Praga: salta il trattato con gli Stati uniti
Una vittoria per il movimento pacifista ceco, e una vittoria di portata europea. Così il portavoce del movimento ceco Ne Zakladnam [No alle basi] Jan Tamas ha commentato la decisione del parlamento ceco di non votare sull’accordo con gli Stati uniti per l’installazione vicino Praga di una base militare statunitense, parte del network di basi del sistema antimissile voluto dall’amministrazione Bush. Ieri il senato ceco avrebbe dovuto approvare il trattato…
Goma abbandonata. Situazione gravissima in Congo
Nel Nord Kivu [est della Repubblica Democratica del Congo, Rdc], la situazione resta molto tesa. Goma, la capitale provinciale, ha cominciato a svuotarsi alla notizia dell’arrivo delle truppe ribelli di Laurent Nkunda, buttando migliaia di nuovi sfollati sulle strade, spesso tra le linee di fuoco. Mentre voci si alzano per chiedere il rinforzamento della Monuc [la missione delle Nazioni unite nella Repubblica Democratica del Congo], in grande difficoltà da qualche…
Msf: «In Kivu è di nuovo guerra»
Medici senza frontiere denuncia in una conferenza stampa a Roma la drammatica situazione della regione orientale del Congo, dove i ribelli avanzano, l’esercito governativo è in rotta e decine di migliaia di civili sono in fuga dai combattimenti.
Siria: migliaia di persone manifestano contro gli Usa
Migliaia di persone hanno manifestato nella capitale siriana Damasco contro gli Stati uniti, accusati di aver condotto due giorni fa un raid con elicotteri d’attacco contro il villaggio di Abu Kamal, al confine con l’Iraq. Nell’attacco, che gli Stati uniti non hanno né confermato, né smentito, sono morte otto persone, anche se secondo il governo iracheno – che ha comunque criticato l’incursione – sarebbe stato colpito un network legato ai…
Praga: oggi la ratifica del trattato con gli Usa
E’ prevista per oggi la ratifica del trattato tra il governo della Repubblica ceca e gli Stati uniti per la costruzione vicino Praga di una base radar statunitense che fa parte del progetto di scudo antimissile dell’amministrazione Bush. Dalle 8 di questa mattina, a Praga, i movimenti pacifisti manifestano contro l’accordo e contro il governo che, uscito sconfitto dalle elezioni regionali e per il rinnovo del senato della scorsa settimana,…
Il governo messicano svende la Pemex
In un palazzo blindato e protetto dai militari, il senato messicano ha approvato la «riforma» dell’industria petrolifera che apre la strada alla privatizzazione dell’impresa pubblica Pemex, nazionalizzata settant’anni fa con una raccolta di fondi popolare
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