Prosegue il clima di alta tensione tra il governo e Rifondazione comunista dopo lo scontro che ha coinvolto le istituzioni: da una parte, la presidenza della Camera e, dall’altra, l’esecutivo. Ieri, dopo la conferma da parte di Bertinotti delle sue parole, è giunta la dura replica del sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Micheli a cui sono corrisposte leprese di posizione di Rifondazione. Oggi Romano Prodi affonda qualche colpo: «Non facciamoci male da soli, non si va da nessuna parte se si continua a commentare i provvedimenti del governo con il solito ‘si poteva fare di più: il benaltrismo oggi è il qualunquismo di sinistra. Abbiamo preso tante decisioni giuste e ora cominciano a vedersi i frutti. Sono sereno e vado avanti, non mi preoccupo perche’ non e’ nel mio carattere». La risposta è arrivata dal segretario del Prc Franco Giordano: «Ormai si e’ aperta una dialettica politica. Oggi il presidente del consiglio non è in grado di svolgere il ruolo di garante nell’Unione» ha detto il segretario del Prc Franco Giordano. E il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero ha spiegato che sul terreno sociale «c’e’ una delusione profonda rispetto all’azione del governo». Intanto Panorama parla di una telefonata molto tesa tra Prodi e Bertinotti, avvenuta ieri. I portavoce di Bertinotti smentisce, ma che sia da palazzo Chigi confermano. Anche se mentre il settimanale assicura che i due abbiano parlato di riforme e governo tecnico, dal governo si fa sapere che «c’è stato un confronto solo sul programma e sulla prospettiva politica».
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