Ai nastri di partenza con un po' di fiatone

«La Sinistra l’Arcobaleno» debutta domani, con l’Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti. Debutta in un momento non facile per il governo e per i rapporti tra i quattro partiti che faticosamente hanno partorito la federazione.
Tutto è ancora in discussione nel confronto tra Verdi, Prc, Pdci e Sinistra democratica su verifica e riforme. Insomma, si discute ancora di «autonomia» del soggetto unitario per alcuni, e di «sinistra di governo» e alleanza di centrosinistra. Ma alla fine, come ha spiegato Oliviriero Diliberto «sono stati evitati i temi che dividono», in primis la legge elettorale. I quattro leader della sinistra sono usciti dal vertice tentando di tenere nascosto il simbolo. A chi gli chiedeva se fosse soddisfatto del risultato grafico, Giordano si limitava ad allargare le braccia: «E’ una mediazione che mi sono dovuto caricare, togli la falce e martello, togli il sole che ride…». Dopo una prima pubblicazione del disegno da parte di un’agenzia di stampa, e un pomeriggio di febbrili consultazioni [pare che la parola «Arcobaleno»sia stata aggiunta in zona Cesarini], i quattro leader hanno spiegato che per il momento il simbolo è solo un «tratto grafico», perché l’accordo per liste comuni alle amministrative è ancora in alto mare, e non è escluso che se si facessero potrebbero ricomparire, ai piedi dell’arcobaleno, i simboli dei quattro partiti.
I lavori dell’Assemblea cominciano nel pomeriggio di sabato 8 dicembre, alle 14, nel padiglione 10 della nuova Fiera di Roma. Dopo gli interventi degli attori Andrea Rivera e Beppe Barra si parte con gli otto forum tematici dedicati: a lavoro, economia e welfare; libertà, diritti e laicità; disarmo, cooperazione ed Europa; democrazia, rappresentanza, partecipazione e questione morale; ambiente, clima e territorio; conoscenza, innovazione e ricerca; lotta alla mafia, criminalità, legalità; migranti e cittadinanza. A giudicare dalla partecipazione ai forum on line aperti sul sito www.lassemblea.org [invero poco aggiornato, anche questo è il segno di mediazioni e trattative continue?].
Domenica 9 dicembre, dalle ore 9.30, c’è l’assemblea plenaria, che si terrà in una sala da quattromila posti a sedere e
che sarà divisa in due momenti. Nella prima parte nella quale interverranno testimonial qualificati e interlocutori sui temi dei forum. La seconda parte, invece, finirà alle 16. Verranno presentati «la firma comune», e la «Carta dei valori». E parleranno Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Oliviero Diliberto e Franco Giordano, cioè i quattro segretari. La scenografia sarà molto semplice: un palco con un grande schermo dietro.
Cesare Salvi si dice «soddisfatto per gli esiti di un processo che è cominciato solamente sei mesi fa». Ma alcuni dirigenti di Rifondazione, a microfoni spenti, riconoscono che questa prima assemblea risenta della sovraesposizione delle quattro forze politiche, tanto che si punta ai giorni successivi per «aprire alle situazioni locali». La stessa urgenza è segnalata dal «workshop autogestito» organizzato all’interno della Fiera di Roma da alcune associazioni. E la contestazione a colpi di pentole e fischietti dei No Dal Molin di Vicenza, che hanno organizzato insieme a una delegazione di veneziani No Mose alcuni pullman dal Veneto per ricordare ai deputati delle sinistre il loro impegno a ottenere la moratoria dei lavori per la costruzione della base, con l’appoggio logistico di alcuni centri sociali romani.
Come spiega Franco Cassano su Carta settimanale in edicola da domani, perché questo esperimento riesca davvero, «occorre condividere un’analisi forte e articolata della società italiana, che manca da molto tempo». Inoltre, secondo Cassano, «bisogna mettersi in discussione», cioè «mettere in gioco la propria visibilità e il proprio potere, togliergli la forma delle poltrone e dargli quella più incerta della politica. Riusciranno i nostri eroi a fare questa operazione?».

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