Dopo la precettazione del ministro dei trasporti Alessandro Bianchi, che ha limitato il fermo alla mezzanotte di ieri, le associazioni di categoria degli autotrasportatori hanno confermato lo sciopero e i blocchi fino alla mezzanotte di venerdì, come era programmato. Intanto è emergenza carburanti nelle principali città e sulle aree di servizio della rete autostradale. «Al momento tutti i distributori della rete ordinaria sono a secco salvo rare eccezioni – ha detto stamattina Martino Landi, presidente di Faib Confesercenti – Si rischia la paralisi». Landi ha definito «preoccupante» la situazione dei blocchi stradali che impediscono il rifornimento e l’uscita delle autobotti dai depositi.
«Continua la protesta in tutta Italia – assicura Maurizio Longo presidente di Cna-Fita – andiamo avanti fino a venerdì». La situazione potrebbe cambiare, spiega Longo, solo «con un accordo concreto con il governo». Anche il segretario generale della Conftrasporto Pasquale Russo conferma: «La situazione è immutata, la precettazione è un atto illegittimo che non ha senso». La situazione rimane pressochè immutata su strade e autostrade, come spiega in una nota la società Autostrade per l’Italia: «La situazione anche dopo la mezzanotte non è cambiata rispetto al resto della giornata». Dalle telecamere a disposizione della società per monitorare i flussi di traffico non risulta uno smobilizzo dei tir. Secondo la Polstrada i punti critici rimangono la barriera di Roma Nord e la tangenziale di Torino, dove i blocchi non permettono la circolazione. Il resto della rete stradale e autostradale non presenta particolari situazioni di disagio, anche perchè sugli svincoli in cui continua la presenza dei blocchi è consentito il passaggio ai veicoli leggeri. L’emergenza aumenta, invece, per lo scarseggiare del carburante nelle principali città e nelle aree di servizio sulla rete autostradale.
Gli stabilimenti Fiat di Termini Imerese, Melfi, Mirafiori. Pomigliano sono chiusi. Lo stesso vale per l’industria alimentare, secondo settore manifatturiero del Paese: la Barilla ha comunciato oggi di aver sospeso la produzione. «Intere filiere, come quella delle carni, la lattiero-casearia, la trasformazione e conservazione di frutta e ortaggi, la dolciaria, assieme a molte altre, sono sostanzialmente sospese con la chiusura progressiva delle aziende per mancanza di materie prime», comunica Federalimentare. Sono ferme persino le produzioni teatrali e gli spettacoli, visto che le scenografie sono bloccate.
Per tutta la notte scorsa, I il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi si è tenuto in contatto con le organizzazioni dei camionisti e con Romano Prodi. Questa mattina ha sottolineato di nuobo che il fermo dei Tir è «illegale», e che il provvedimento preso ieri «non è tecnicamente una precettazione, ma un’ordinanza per la violazione del codice di autoregolamentazione e per danni alla collettività». «Siamo in contatto col Viminale – ha aggiunto Bianchi – Si tratta di garantire l’ordine pubblico e loro capiranno le forme con cui far rispettare questa ordinanza. Se verrà rispettata, un minuto dopo convocheremo le parti per discutere i contenuti della rivendicazione di cui non condividiamo i modi’». Insomma, la linea del governo fino a questa mattina era quella di convocare le organizzazioni degli autotrasportatori che proseguono la protesta nonostante la precettazioni «solo se revocheranno il blocco». Ma qualche ora dopo si è saputo che sarebbe ripartito nel primo pomeriggio il tavolo tra governo e autotrasportatori. Alle 14,30 a palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta e Bianchi hanno convocato tutte le sigle sindacali degli autotrasportatori.
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