Marghera assassinata, Marghera dimenticata, Marghera che riesce ancora a reagire e a chiedere giustizia. Novant’anni di sfruttamento, di avvelenamenti e di alluvioni causate da uno sviluppo scellerato sono riassunti in una istallazione realizzata dai ragazzi del gruppo Sintetico e visitabile nell’open space del centro sociale Rivolta, via Fratelli Bandiera, Marghera [Venezia]. Il percorso della mostra è stato realizzato con barriere di legno alte 60 centimentri, unità di misura che viene riproposta anche per i pannelli posti sulle pareti, con l’intento di sottolineare e tenere sempre presente il livello di allagamento della zona che oscilla da 50 a 100 centimetri. Lo scopo di questo lavoro, chiamato «Marghera dimenticata», è lo stimolo di una coscienza che dalla vita vada all’arte e dall’arte alla vita, per fare sì, spiega un portavoce del Gruppo Sintetico, «che la presa d’atto che attraversa Marghera possa anche essere accompagnata dal bisogno di una realtà che sia più di una semplice esistenza, che possa essere un modo per conoscere la propria storia dall’esterno, per vedersi da una prospettiva diversa e fare della propria esperienza storia, cultura e comunità».
Tags assegnati a questo articolo: Marghera






