Oggi pomeriggio al senato sono programmati i due voti di fiducia sulla Finanziaria. L’esame finisce domani con un terzo voto di fiducia, quando ci sarà la votazione definitiva sull’intero articolato. In ottobre, quando ha cominciato il suo iter parlamentare, la manovra contava 97 articoli e valeva 10,7 miliardi di euro. Il 14 novembre, quando è uscita dal senato senza voto di fiducia, la legge di bilancio contava 151 articoli e prevedeva uscite per 12, 9 miliardi. Dopo il passaggio alla camera e mille pagine di emendamenti, la manovra ha un costo di 16, 3 miliardi per 213 articoli. In seconda lettura, il governo ha inserito misure criticate da alcuni deputati della «sinistra arcobaleno». Tra di esse, alcune nuove infrastrutture nella «Legge obiettivo» [che, al contrario, secondo il programma di governo dell’Unione doveva essere abolita], norme edilizie che favoriranno i grandi proprietari immobiliari e il ripristino della norma che consente di usare gli introiti degli oneri di urbanizzazioni per le spese correnti dei comuni. Anche il presidente della repubblica Giorgio Napoletano ha criticato l’eccessivo ricorso alla fiducia e la strumntalità di alcune norme che sono contenute nella Finanziaria ma non riguardano direttamente il bilancio. Per il capogruppo del Prc al senato Giovanni Russo Spena «Napolitano ha ragione, la legge finanziaria non può più essere un provvedimento omnibus né abnorme né tantomeno contraddittorio. Per questo fa bene il presidente a chiedere che venga rispettata la centralità del parlamento».
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