Proseguono le consultazioni del presidente della repubblica. Oggi è stato il turno di Lega Nord, Udc, Rifondazione comunista e di Alleanza nazionale. Domani quando saliranno in mattinata al Quirinale Forza Italia e poi il Partito democratico. Il capo dello stato chiuderà quindi nel pomeriggio di domani il suo giro di consultazioni incontrando gli ex presidenti della Repubblica Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. Lega e An si sono schierati, con toni diversi ma concordando nella sostanza, per il voto immediato.
Rifondazione comunista ha ribadito a Giorgio Napolitano, di essere a favore di «un governo a termine, di scopo, per sbloccare la legge elettorale sull’impianto dell’ultima bozza Bianco, in grado di contrastare ogni trasformismo». La posizione del partito di Giordano differisce nettamente da quella del Pdci, che oggi ha ribadito di essere contraria a qualsiasi ipotesi di «governo tecnico» e di volere arrivare immediatamente al voto. «Dei governi tecnici o istituzionali i lavoratori italiani hanno un brutta esperienza e un cattivo ricordo: ci si ricordi del governo presieduto da Dini nel ‘95–afferma il capogruppo del Pdci alla Camera Pino Sgobio–Siamo contrari a pasticci di nessun tipo: la sinistra si guardi bene da fare accordi con partiti del centrodestra. La gente di sinistra, la nostra gente, non capirebbe. Caduto Prodi non resta che tornare alle urne». Sono più possibilisti i Verdi, che hanno stigmatizzato «le minacce di Berlusconi di una marcia su Roma per esercitare pressioni sul capo dello stato sono inquietanti e pericolose». «Il presidente della Repubblica sta esercitando le sue prerogative costituzionali e le pressioni della destra sono inaccettabili e dimostrano uno scarso senso dello Stato e nessun rispetto per le istituzioni», ha detto il capogruppo dei Verdi alla camera Angelo Bonelli. Giordano ha espresso «la necessità che tutte le forze di sinistra si presentino, indipendente dalla legge elettorale, unitariamente alle elezioni». A chi gli chiedeva se possa essere accettabile la proposta dell’Udc di mantenere l’attuale legge ma reintroducendo le preferenze, il segretario del Prc spiega: «Noi chiediamo un governo che in brevissimo tempo riesca a contrastare le liste dei singoli, tutti i fenomeni di malcostume, di trasformismi e le giravolte nei palazzi. Non possiamo chiedere solo e esclusivamente piccolissimi aggiustamenti di questa natura. Va cambiata la legge elettorale». Per Russo Spena, «se il centrodestra vuole ripresentare una coalizione che va dai nazisti fino a Casini, dovrà assumersene la responsabilità». L’unica sponda possibile per fare un governo che traghetti l’Italia alle elezioni è l’Udc. «L’Italia ha bisogno di un governo di pacificazione tra la gente più responsabile di centrodestra e di centrosinistra», ha detto oggi Casini.
«Il ‘comunque da soli alle elezioni’ del Partito democratico, di giorno in giorno sta diventando ’alle elezioni contro la Sinistra–afferma poi il coordinatore di Sinistra semocratica, Fabio Mussi–Non ci sarà combattimento neanche per il senato, dove il centrodestra potrebbe puntare a vincere in tutte le regioni». Per il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, la crisi di governo non poteva avvenire in un momento peggiore per le istanze provenienti dal mondo del lavoro. Dal punto di vista del sindacato la crisi arriva «nel momento peggiore. Non ne sto facendo una questione di chi vince o chi perde le elezioni–ha sottolineato Epifani–ne sto facendo una questione a partire dai nostri interessi».
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