La valanga giudiziaria continua a colpire esponenti politici. Dopo le dimissioni di Cuffaro, ieri è stato arrestato un consigliere regionale della Calabria Domenico Crea, della Margherita, ed è arrivata un’informazione di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa a Roberto Conte, consigliere regionale del Pd in Campania. Oggi, il rapporto annuale della Direziona nazionale antimafia segnala come procedimenti penali sull’intreccio tra criminalità organizzata e amministratori pubblici sono stati avviati a Napoli, Messina, Salerno, Catanzaro, Reggio Calabria e Cagliari.
In questo clima si sono concluse senza nessuna sorpresa le cosultazioni del presidente della repubblica. Oggi era il turno dei due partiti maggiori, il Pd e Forza Italia. Veltroni ha ribadito la necessità di un governo che faccia almeno la riforma elettorale. Berlusconi ha rilanciato la richiesta di andare subito al voto. Gli schieramenti restano cristallizzati. Solo l’Udc potrebbe fare la differenza: il partito di Casini ha ribadito ieri a Napolitano la sua disponibilità a creare un «governo di pacificazione». Secondo alcune indiscrezioni, l’Udc vedrebbe di buon occhio l’incarico esplorativo al presidente del senato Franco Marini. Il crinale, insomma, è ancora stretto ma cominciano a intravedersi le prime, timide, ipotesi.
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