Scrivere Roma nella Giornata mondiale della lentezza

«C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio». Queste parole di Milan Kundera hanno accompagnato alcune decine di persone in un’esperienza unica all’insegna della lentezza. Un pomeriggio per riscoprire la Roma nascosta, i monumenti assediati dal turismo di massa, cercando una pausa dal movimento e dal rumore. Un progetto dell’associazione Stalker-Osservatorio Nomade, con il sostegno della Provincia di Roma, per la Giornata mondiale della lentezza promossa in tutto il mondo il 25 febbraio.
Ore 15: l’appuntamento è alla Casa delle Letterature. Si comincia con la cerimonia del tè. Un rito di origine cinese risalente a duemila anni prima della nascita di Cristo, una pratica di vita indispensabile per le antiche comunità orientali, finalizzata a creare in un luogo condiviso momenti di armonia, di socializzazione e di rilassamento. La degustazione del tè cinese coinvolge tutti i partecipanti mentre vengono distribuiti i kit di scrittura che serviranno per la fase successiva della giornata.
Ore 16, il kit contiene una mappa muta, su cui è segnato solo il punto di partenza e di arrivo del percorso, dei post-it per applicare note sulle città, una matita per scolpire la mappa. Il percorso è soggettivo. Ognuno può costruirlo a partire da una parola che simboleggia la lentezza. Una volta scelta questa l’avventura per i partecipanti può cominciare. Il ritrovo per tutti è alle 19 alla fontana di Trevi per una corpografia collettiva: cinque minuti di immobilità per ritrovare il piacere di ascoltare e guardare quello che succede attorno.
La serata si conclude al Teatro Sala Umberto dove i camminatori, ricchi di una giornata di scoperta e riflessione su sé stessi, sugli altri, sulla città e sul paesaggio che si trasforma, si incontrano in uno spazio chiuso, questa volta, per condividere attraverso immagini [tra cui un documentario su Tiziano Terzani], scritti e suoni le emozioni di un’esperienza vissuta all’insegna della lentezza. Sul palco del Teatro assieme all’attore Giuseppe Cederna la pianista Rita Marcotulli che si è esibita in un pezzo del proprio repertorio e Adriano Labbucci, che nel suo ruolo di presidente uscente del Consiglio provinciale di Roma ha personalmente aderito al progetto «per dare peso e voce a quelle iniziative nuove, diverse, che sviluppano un pensiero critico». «Non si tratta di sostituire la velocità, oggi uno status simbol di questa civiltà delle macchine – aggiunge Labbucci- , ma di recuperare una dimensione dell’esistenza che metta insieme velocità e lentezza, perché la lentezza è libertà, autonomia, accoglienza, ricordo di noi stessi».

Tags assegnati a questo articolo: lentezza

Mail_long
11 ottobre 20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abdul abiti puliti aborigeni acqua Afganistan Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids alitalia altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina Americhe 2004 animalisti Annapolis antifascismo antimafia antimafia sociale antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi Atene 2006 atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Bamako banca Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni Bergamo bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein bollywood Bologna borse Brasile brimania Britel Bulgaria bussolengo Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali Caracas Caracas 24/29 gennaio carbone carcere carovita Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiaiano chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città cittadinanza clandestini clandestino clima Colombia comboniani commercio commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione Congo conoscenza consumi consumo critico contadini controvertice cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi crisi alimentare crisi finanziaria critical mass Cuba curdi dal molin