Il salone delle auto che nessuno vuole più

Per dieci giorni, dal 6 al 16 marzo, le grandi case automobilistiche si incontrano e presentano le proprie novità al Salone internazionale di Ginevra, l’appuntamento annuale più atteso, più ricco e più noto nel mondo. Sono previsti, come ogni anno, oltre 700.000 visitatori ma il clima non sarà dei migliori: i dati diffusi oggi sulle vendite a febbraio hanno fatto segnare il meno 7 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno, nonostante valanghe di incentivi promossi da tutti i governi europei. Insomma, per il mercato delle auto è crisi nera. A complicare le cose ci sono quelli che chiedono una mobilità no oil [proponendo in alternativa bus pubblici, servizi di car sharing, car pooling, taxi collettivi, piste ciclabili] e la riconversione delle fabbriche di auto in aziende che costruiscono e diffondono microgenatori di energia elettrica solare o eolica. Intanto, persino a Ginevra, nonostante la città [190 mila abitanti] sia già ben servita da una rete di tram capillari, piste ciclabili e zone a «30 chilometri orari», il sindaco verde Patrice Mugny ha annunciato di voler introdurre una tassa per circolare in centro.

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