La Commissione europea ha inviato una lettera di messa in mora all’Italia in cui contesta l’obbligo, previsto dalla legge nazionale, di indicare in etichetta la provenienza delle olive, oltre al luogo di produzione, dell’olio d’oliva. Lo ha riferito a Bruxelles il portavoce del commissario Ue all’agricoltura, Mariann Fischer Boel. «L’Italia–ha spiegato il portavoce, Michael Mann–ha imposto per legge [con il decreto del ministro Paolo De Castro, ndr] l’indicazione d’origine sulle etichette dell’olio d’oliva, un settore che è già coperto dalla legislazione comunitaria. E ha imposto un obbligo che non è permesso dalle norme Ue in materia», secondo cui l’indicazione di provenienza delle olive può essere apposta in etichetta su base volontaria dai produttori, e non imposta. L’Italia ha ora due mesi per rispondere ai rilievi della Commissione europea.
Intanto, il ministro De Castro ha fatto sapere che non ci saranno ripensamenti. «Non cambiamo rotta–ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali–Nelle prossime settimane avvieremo un confronto serrato con la Commissione per fornire tutte le informazioni a sostegno delle nostre scelte e in particolare quelle integrazioni al dossier che dimostrano come, in assenza di etichettatura, si determini un oggettivo danno al consumatore».
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