QUATTRO VESTITI anni Sessanta molto colorati, diverse paia di scarpe e tre libri: uno di Jim Morrison, uno di Che Guevara e uno di Cesare Pavese. La vetrina de «La Crisalide», in via San Martino 5, a Brescia, fa discutere molti. Il negozio del riciclo gestito da Maria, si legge in un articolo pubblicato su Ecoblog.it, è ormai piuttosto conosciuto, anche se non ha ancora due anni di vita. Maria ha scelto di non ritirare più abiti e oggetti da privati: ci sono troppe persone, spiega, che «hanno un abito di firma mai messo e credono di rifilarlo per guadagnarci qualcosa, senza pensare che il prezzo più alto che ho nel mio negozio è 40 euro per un giubbino di pelle e che vendo jeans e gonne a 7 euro, pagandoci le tasse e le spese». Maria crede in quella che definisce la «dignità del vestito», «perché chi fa uso dell’usato è una persona ricca dentro e non una pezzente». Per questo Maria punta sui grandi magazzini: compra a chili, anzi a quintali, e fa così riciclo svuotando i magazzini e riuscendo ad avere le fatture necessarie per il fisco, che i privati invece non possono sempre garantire.
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