Come favorire modelli di economia alternativa? Bella domanda, che certo in molti da ormai qualche secolo… si pongono. Forse oggi è più interessante e più semplice ragionare su come utilizzare le fessure che il liberismo lascia comunque aperte. Di certo, un’economia nella quale parole come equità, cooperazione e persino decrescita acquistano significato non può fare a meno di un lavoro in rete per «occupare» in modo creativo quelle fessure. Così, un percorso formativo sull’animazione di reti di economia solidale, anche se destinato solo a venti partecipanti, come quello proposto in Lombardia [promosso da Mag2/Agemi, Banca etica, Caes, Rete nuovo municipio, Forum cooperazione e tecnologia, Bic La Fucina dell’Agenzia di sviluppo della Provincia di Milano], e collegato al progetto Equal «Nuovi stili di vita», sembra davvero un’opportunità interessante.
Insomma, come diventare un buon animatore di una rete di economia solidale? Il percorso Nuovi stili di vita si propone di verificare quali sono le condizioni, i servizi, le politiche pubbliche che possono supportare e consolidare reti locali di economia solidale e definire quali indicatori qualitativi, di ben-essere, possano favorire processi di autosviluppo locale.
I partner di rete del progetto sono di tre tipi: distretti o reti locali di economia solidale delle province di Milano, Como, Varese, Cremona e realtà sociali che fanno riferimento alla Carta nazionale delle Reti di economia solidale [www.retecosol.org]; enti locali della provincia di Milano aderenti alla Rete Nuovo Municipio; gruppi di ricerca.
Il progetto è iniziato il primo luglio del 2005 e si concluderà nel 2008. Nella prima fase è stata avviata un’indagine per analizzare i soggetti di economia solidale che già operano in rete in Lombardia, per capire quali sono le loro caratteristiche, gli obiettivi, gli intenti e le proposte concrete, le risorse messe in gioco e le eventuali esigenze.
Nella seconda fase sono in programma ricerche tematiche, per realizzare alcuni approfondimenti utili alla ridefinizione dei processi operativi e dei sistemi di relazione, che caratterizzano i singoli settori dell’economia solidale e utili alla individuazione degli indicatori territoriali di sostenibilità e «benessere».
La formazione per «animatori di reti» in grado di gestire i processi organizzativi e i servizi di supporto a un distretto di economia solidale [Des] e le dinamiche relazionali tra i soggetti che ne fanno parte è invece, in sintesi, il programma della terza fase.
Infine, sarà avviata la sperimentazione di alcuni centri servizi per il supporto, l’organizzazione e la gestione di percorsi di costruzione dei Des, quali luoghi di incontro e di confronto con i consumatori e gli altri attori del territorio, in primo luogo le amministrazioni locali.
Nuovi stili di vita è inoltre all’interno del progetto transnazionale Eurosol che si propone di approfondire, con i partner di Francia, Portogallo e Spagna, i temi degli strumenti innovativi di finanziamento alle esperienze di economia solidale [tra i quali le monete sociali] e dello «sviluppo locale sostenibile».
In particolare il percorso formativo per «Animatori di reti» [che si concluderà a fine dicembre 2006] è pensato come un percorso partecipato e contestualizzato nei territori di riferimento dei partecipanti e alternerà, per ciascun modulo, momenti d’aula a momenti di formazione a distanza.
In aula sarà utilizzata una metodologia didattica attiva che comprende ricerca d’aula, simulazioni, lavori di gruppo su casi concreti. Uno degli obiettivi del percorso è di favorire il passaggio dei partecipanti da gruppo in apprendimento a comunità di pratica [da «formandi» ad «animatori» delle reti locali e dei Centri servizi] e di verificare le condizioni per la costituzione, sempre con il modello delle comunità di pratica, di relazioni collaborative all’interno dei rispettivi territori.
Il programma completo del percorso e la presentazione del progetto Equal Nuovi stili di vita sono on line: :
http://nsv.avitis.it
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