Mentre in tutto il mondo si celebra l’undicesima giornata internazionale per i fiumi, e si promuovono convegni, tavole rotonde e iniziative su un libero ed equo accesso alle risorse idriche mondiali, e a una più rispettosa gestione di queste, in Italia scopriamo che tra le acque del secondo fiume più importante per portata, il Ticino, navigano sostanze come cadmio, nichel, piombo, manganese, ferro e altre sostanze chimiche definite «altamente tossiche». I metalli pesanti sono stati rilevati ieri dalle analisi del Corpo forestale realizzate in un’area compresa tra il comune di Morimondo, in provincia di Milano, e alcuni canali d’irrigazione vicino Pavia, in conseguenza agli scarichi non controllati di alcune ditte industriali e zootecniche dell’area. Diverse imprese di verniciatura, di produzione di sacchetti e borse in polietilene, di costruzione di motori elettrici, fonderie e impianti di lavorazione del cemento, infatti, scaricavano in fogne private, che confluivano poi direttamente nella zona del fiume dove sono stati effettuati i campionamenti.
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