Per il movimento della decrescita si possono elaborare e sperimentare numerose pratiche alternative [ecologicamente, socialmente ed economicamente] a quelle formulate dall’ideologia della crescita, ma uno degli obiettivi prioritari resta la «decolonizzazione degli immaginari». Cominciare cioè a pensare e costruire un’altra società, cercando linguaggi differenti. La lettura quotidiana dei giornali può essere un interessante e a volte divertente esercizio per favorire quella decolonizzazione e quelle pratiche.
Per suggerimenti e commenti a questa rubrica quotidiana, scrivete a carmosino@carta.org. Grazie.
Un altro sviluppo? [19 marzo 2008]
Sono in molti a pensare che l’esperienza di partecipazione avviata dalla vice ministra uscente Patrizia Sentinelli con ong e reti, a proposito di cooperazione, sia stata in questi due anni importante. Monica Di Sisto lo segnala su Liberazione, raccontando dell’incontro promosso dalla Sinistra Arcobaleno con ong, grandi associazioni e reti [Arci, Sbilanciamoci, Rete Disarmo, Tavola della pace, Un ponte per, Crocevia, Assemblea italiana dell’equosolidale e altre]. Durante l’incontro, Fausto Bertinotti ha fatto un passo avanti e uno indietro: l’aspirante presidente del consiglio ha detto che la nuova politica deve parlare di «cooperazione e non di competizione», ma subito dopo ha anche aggiunto che occorre costruire «un nuovo paradigma dello sviluppo». Insomma, non se ne esce proprio: per molti della cosiddetta sinistra radicale è impossibile mettere davvero in discussione i dogmi dello sviluppo e le sue varianti: crescita, progresso e l’ormai abusato sviluppo sostenibile.
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