Sono i piccoli contadini del mondo i principali custodi della biodiversità. Questo secondo una ricerca di Biodiversity international, la più grande organizzazione non governativa al mondo che si occupa di varietà genetica in agricoltura, pubblicata dalla rivista Procedings of the National Academy of Science. I ricercatori hanno raccolto in dieci anni i dati sulla diversità genetica di ventisette specie vegetali importanti per l’alimentazione in tutto il mondo. Campioni presi da piccole fattorie nei cinque continenti sono stati analizzati per verificare la distribuzione delle varietà: il risultato è stato che le varietà tradizionali sono dominanti, e vengono coltivate in una percentuale variabile l’80 e il 100 per cento dei terreni. Inoltre, per ogni specie viene coltivata più di una varietà, con il numero medio che in qualche caso arriva a 4, ma con punte massime anche di 60 varietà. «Questi risultati suggeriscono che la biodiversità può essere preservata all’interno delle fattorie» secondo gli autori della ricerca «e può essere utilizzata per affrontare futuri cambiamenti ambientali o sociali».
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