Che il «bio» sia un busimess lo confermano queste due interessanti notizie provenienti da Stati uniti e Gran Bretagna. Non tutti ad sempio sanno che alcuni dei prodotti biologici più conosciuti negli Usa, spesso associati al lavoro di piccoli produttori agricoli, sono in realtà in mano alle grandi imprese multinazionali del settore alimentare. A riportarlo è il numero di marzo/aprile della rivista Good Magazine, che cita una tabella resa pubblica da Phil Howard, professore associato in studi su risorse in Agricoltura all’Università statale del Michigan. Alcuni esempi citati nella tabella di Howard, sono le marche bio Boca, che è controllata dalla Kraft, e Naked Juice, di proprietà della Pepsi; Odwalla è invece nelle mani di Coca cola; Kashi e Bear Naked sono di Kellog. L’ong inglese Pesticide action network europe, invece, ha svolto delle indagini sulla presenza di pesticidi nei vini in vendita in Europa, e le ha trovate in diverse bottiglie di vino convenzionale, oltre che in una biologica. Dopo aver analizzato quaranta bottiglie campione [10 francesi, 10 tedesche, 7 austriache, 3 italiane, una portoghese, sudafricana, australiana e cilena]. Tra queste, sei etichette di vino biologico, tre vini biologici erano francesi e tre austriaci. Le bottiglie hanno offerto una gamma di 148 residui di pesticidi. Le 34 bottiglie di vino convenzionale contenevano almeno un pesticida.
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