È positivo il bilancio della giornata per gli apicoltori che hanno organizzato mercoledì 9 aprile la manifestazione davanti al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Finalmente, spiegano gli apicoltori, il problema della moria delle api è un dato di fatto noto. L’organizzazione degli apicoltori italiani [Unaapi] ha ottenuto una convocazione del ministro Paolo De Castro per il 18 aprile. In Italia è sparito, nell’ultimo anno, il 40 per cento delle api. Le maggiori perdite si verificano nel Nord-Ovest, in concomitanza con le semine del mais. Tra i maggiori responsabili della morte delle api ci sarebbero gli insetticidi. Non si tratta però dell’unica causa, spiegano gli apicoltori, ma «la goccia che fa traboccare il vaso». A riempire il vaso, ci hanno già pensato la varroa, un parassita che uccide chi lo «ospita», e il cambiamento climatico: le api dipendono infatti largamente dalla salute della vegetazione. Insomma, se le piante non stanno bene, non emettono nettare e non producono foglie. Cia e Confagricoltura chiedono la sospensione dei fitofarmaci pericolosi a scopo cautelare. Confidor, Actara, Gaucho, Poncho, Regent e Cruiser sono i prodotti dei colossi della chimica Basf, Bayer e Syngenta accusati dagli apicoltori di sterminare le api anche achilometri di distanza.
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