«Quest’anno la Primavera Bio acquista un significato particolare, a pochi giorni dalle elezioni, in cui ha vinto l’unico candidato che non ha firmato l’appello per un’agricoltura libera da Ogm, e in generale la tematica dell’agricoltura di qualità è scomparsa dall’agenda elettorale». Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione italiana agricoltura biologica spiega così l’importanza della campagna che vuole portare i cittadini nelle aziende biologiche di tutta Italia, dal 19 aprile al 18 maggio. La Primavera Bio è alla settima edizione ed è promossa con altre associazioni tra cui Libera e Arci. Anna Ciaperoni, responsabile agricoltura sociale di Aiab, spiega: «Quest’anno abbiamo deciso di mettere al centro della manifestazione le fattorie sociali, che danno lavoro a persone svantaggiate, persone con disabilità, ex detenuti e persone con problemi di tossico dipendenza. Tra gli aspetti fondamentali dell’agricoltura sociale – continua Ciaperoni–c’è l’efficacia dell’azione di inclusione, dovuta alla natura stessa dell’agricoltura bio, che mette la persona a contatto diretto con il frutto del suo lavoro e ha dei tempi più umani di altri lavori». Un’iniziativa importante, dunque, per conoscere da vicino un settore vivo come l’agricoltura biologica «che in Italia–ricorda Ferrante–interessa cinquantamila aziende, con un numero di lavoratori superiore a Fiat e Telecom messe insieme».
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