«Il Corriere della Sera continua a disinformare sull’agricoltura bio». Andrea Ferrante, presidente di Aiab, commenta così l’articolo pubblicato qualche giorno fa dal quotidiano milanese, in cui si afferma che i consumi del bio in Italia calano perché costa troppo. «Tutti i dati a disposizione – dice Ferrante–testimoniano un aumento dei consumi in Italia e una molteplicità di esperienze di filiera corta. Queste portano il biologico a prezzi concorrenziali per i cittadini italiani, che lo scelgono sempre con maggiore convinzione». Secondo gli ultimi dati di Biobank, i gruppi di acquisto di prodotti biologici sono aumentati del 60 per cento negli ultimi due anni, mentre i mercati bio sono cresciuti del 10 per cento. Un più 37 per cento riguarda invece le aziende con vendita diretta, mentre le mense scolastiche bio sono cresciute del 6 per cento. Riguardo ai prezzi, basti citare un esempio: a Roma, il biocassettone di Officine Bio, a disposizione dei Gas locali, costa 14 euro e contiene fieci chili di frutta fresca e di stagione, prodotta nel territorio di vendita. Ferrante conclude: «Non è un caso che, a fronte della disinformazione sul bio, negli ultimi tempi il Corriere si sia distinto per articoli particolarmente favorevoli all’introduzione di colture Ogm in questo paese».
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