Le altre economie di Terra Futura

Risparmio energetico ed energie rinnovabili, agricoltura biologica, raccolta differenziata, riciclo, finanza etica, commercio equo, ma anche disarmo, cooperazione e diritti umani. Sono i temi della decrescita e della «sostenibilità a 360 gradi», insieme a quello delle allenze, a tenere insieme quest’anno i mondi dell’altra economia che si incontrano dal 23 al 25 maggio per la quinta edizione di Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche promossa alla Fortezza da Basso di Firenze, dalla Fondazione culturale responsabilità etica del gruppo Banca etica e altri.
Il programma culturale prevede centinaia di incontri e seminari; diversi anche i laboratori in cui i visitatori potranno sperimentare le buone pratiche. Lo scorso anno furono più di ottantamila i visitatori e centinaia gli eventi promossi.
Spiega Fabio Salviato, presidente di Banca popolare etica: «Alex Langer fu tra i primi a riconoscere che la società civile sta già costruendo nuovi spazi di libertà dal basso. A Terra Futura, chi promuove quei spazi, cerca allenze. Del resto, la crisi globale dei mutui, quella alimentare, l’aumento del prezzo del petrolio ma anche i cambiamenti poltici e sociali italiani dicono che mai come adesso la società civile è chiamata a un nuovo ruolo di responsabilità per influenzare l’opinione pubblica e la politica». Secondo Salviato, la centralità data al tema delle allenaze vuole dimostrare che mai come ora «la società civile può e deve assumersi la responsabilità di influenzare l’opinione pubblica e la politica», anche per rispondere al governo italiano che è tornato apertamente a parlare di nucleare e Ogm. Salaviato ricorda anche che, di fronte a queste crisi, il mondo del non profit italiano, vero protagonista di Terra Futura, resta una galassia complessa, utile e certamente piuttosto «grande» [il cui fatturato complessivo si aggira ormai intorno ai cento miliardi di euro l’anno, per capirci due volte la Fiat…], dunque, potenzialmente in grado di incidere davvero nella vita economica e sociale di milioni di persone. «Non siamo affatto minoritari come i grandi media spesso ci descrivono», commenta il presidente di Banca etica.
Il programma completo e alcuni articoli [tra cui quello di Maurizio Pallante che spiega come i temi della decrescita siano al centro di questa edizione] sono nel sito in continuo aggiornamento www.terrafutura.it. Tra gli incontri segnaliamo, in particolare, tre. Innanzitutto, la presentazione del progetto promosso da Banca etica e Parc in Palestina, dove un gruppo di donne palestinesi ha chiesto a Banca etica un sostegno per il loro progetti di finanza alternativa. La cooperazone con Parc, questo il nome della ong che ha già avviato esperienze di microcredito e commercio equo e solidale con sei mila donne, è stata presentata questa mattina [è possibile ritirare materiale informativo presso lo stand di Banca etica]. Se invece cercate eventi «no Pil» fate un salto alla Fortezza sabato 24: alla Sala della Furerria c’è un grande convegno sia la mattina che il pomeriggio, dal titolo «Liberamoci dal Pil», promosso da Mani Tese, Coalizione Italiana Social Watch, Fondazione culturale responsabilità etica, Arci, Crbm, Lunaria, Sbilanciamoci, Sdebitarsi, Unimondo, Wwwf e altri, in collaborazione con il Movimento per la decrescita felice.
Infine, se siete desiderosi di vedere perdere le staffe il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini [sostenitore di uno dei più grandi progetti di privatizzazione dell’acqua], non dovete fare altro che andare all’incontro di domenica 25 promosso dal Forum dei movimenti per l’acqua [ore 11, Sala della Polveriera]: ci saranno amministratori di aziende pubbliche di Parigi [dove si apprestano a ripubblicizzare l’acqua], Siviglia e alcune città del Belgio che hanno deciso, con il sostegno di migliaia di cittadini, che l’acqua non è una merce, con buona pace delle multinazionali dell’oro blu. Ovviamente, a Terra Futura c’è anche lo stand di Carta.

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