«Domenica 1 giugno, nei pressi del mercato di Porta Portese, c’è stata un’altra retata di poveri – ci ha scritto un lettore di Carta, per
informare su quanto, dice, si ripete ogni settimana – Quattro macchine della polizia sono intervenute in forza, come in un film di azione,
contro piccoli venditori abusivi non di griffe o prodotti contraffatti, ma di oggetti recuperati dalle cantine o dai secchioni di una società
opulenta che non tollera i poveri. Normale amministrazione in una città in cerca di un ‘ordine nuovo’. Cose che si facevano pure ai tempi di
Veltroni, ma con meno ’passione’». Il nostro lettore conosce questi ambulanti perché a loro consegna gli oggetti che non usa più, affinché
possano rivenderli. «Ho scoperto storie interessanti, di gente con una grande dignità e spesso una cultura superiore al cittadino medio e
arrogante di questa città – scrive – Facce di poveri, scarne, per lo più stranieri, malvestiti, qualche maghrebino. Domenica scorsa li hanno
trattati male, uno è stato bloccato con forza perché diceva non capire l’italiano. Il vigile grosso e pingue e il povero con la barba incolta e
col viso segnato dalle rughe: quasi un’immagine da verismo ottocentesco».
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