Cambiare rotta e farlo anche subito, dicono gli esperti e le personalità internazionali che hanno partecipato alle due giornate, concluse ieri a
Roma, su «Strategie per un pianeta sostenibile». Le ha promosse il Club di Roma, insieme al Wwf, in occasione dei quarant’anni del Club e nel
centenario della nascita del suo fondatore, Aurelio Peccei, «tra i primi a comprendere che la limitatezza delle risorse disponibili sul nostro
pianeta non poteva consentire una crescita incontrollata». Dal confronto con quanti nutrivano le sue stesse preoccupazioni nacque il club di
Roma, un gruppo informale e operativo che produsse, nel 1972, «I limiti della crescita», un testo fondamentale nell’elaborazione del concetto di
«sviluppo sostenibile». Da allora, le emergenze ambientali e sociali si sono aggravate, mentre si è affievolita la capacità di interrogarsi sul
futuro anche lontano. Per questo appare quasi fantascienza l’obiettivo di riduzione dell’80 per cento entro il 2020 delle emissioni di anidride
carbonica, indicato come irrinunciabile da Lester Brown, presidente del Worldwatch Institute. Chiusura degli impianti a carbone entro il 2020,
riduzione dell’uso del petrolio e no al nucleare [vecchio e antieconomico, lo definisce Brown] sono le strade per affrontare l’emergenza climatica e prepararsi a un mondo molto diverso da quello che conosciamo.
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