Il sedicesimo congresso mondiale del biologico Ifoam, si è aperto martedì 17 giugno in piazza Grande a Modena. Durante l’apertura e la sessione plenaria che si è svolta la mattina di mercoledì 18 giugno, sono intervenuti, oltre alle istituzioni, i protagonisti del biologico mondiale: da Gerald Herrmann, presidente di Ifoam, lo scienziato etiope Tewolde Berhan Gebre Egziabher, vincitore del Right Livelihood Award [il premio Nobel alternativo per la pace], a Serge Latouche, a Carlo Petrini di Slow Food. Il congresso si conclude oggi 20 giugno con oltre 1500 partecipanti impegnati ad approfondire in decine di seminari i quattro principi dell’agricoltura biologica: la salute, l’ecologia, l’equità solidale e la cura. Da domenica 22 a martedì 24 giugno, poi, si terrà a Vignola invece l’assemblea generale dei soci Ifoam [tra cui l’Associazione italiana per l’agricoltura biologica]. «Il Congresso mondiale del biologico di Modena, con la sua straordinaria partecipazione – dice Andrea Ferrante, presidente di Aiab -, è un’ulteriore tappa per riconoscere all’agricoltura bio un ruolo istituzionale e non marginale nella risoluzione di problemi come la crisi alimentare e i cambiamenti climatici. Servono nuove regole internazionali per combattere la crisi alimentare, promuovendo modelli di produzione sostenibili, legati al territorio, come l’agricoltura bio che ne è il principio fondamental».
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