E’ nato lo scorso 26 giugno a Madrid il Coordinamento europeo di Via Campesina. Si tratta di un nuovo soggetto che riunisce organizzazioni di produttori di tutta Europa, e che si propone di rappresentare e difendere il modello di agricoltura familiare dominante in Europa. Il Coordinamento, tra le altre cose, chiede una nuova Politica agricola comunitaria, che supporti questo modello agricolo, anch’esso libero da organismi geneticamente modificati. I rappresentanti italiani del Coordinamento europeo di Via Campesina sono l’Aiab [Associazione italiana per l’agricoltura biologica] e l’Associazione rurale italiana. Mentre in Spagna nasce il coordimanento europeo di Via Campesina, la Commissione europea diffonde un documento in difesa della politica agricola comune [Pac], dal titolo «La politica agricola comune: distinguere i fatti dalla finzione». Il documento cerca di difendere la Pac che, almeno con i più recenti provvedimenti, «è stata ampiamente riformata… e oggi gli incentivi a sovrapprodurre sono scomparsi, il sostegno agricolo è legato al rispetto di severi standard ambientali, di benessere animale e di qualità alimentare». Il documento prosegue rispondendo ad alcune dei fraintendimenti più comuni riguardo alla Pac e cioè che essa sia troppo costosa, incoraggi la sovrapproduzione di commodity che nessuno vuole, incoraggi l’agricoltura intensiva e sia dannosa per l’ambiente.
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